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Attualità

Mercoledì, 22 Luglio 2020 10:24

Spiegare, proteggere, educare, formare

La pandemia da Covid-19 lascerà molte tragedie, molti lutti, una profonda crisi economica, ma avrà avuto il merito di scoperchiare tutte le falle del nostro sistema e ci avrà costretto a fare i conti con le nostre mancanze e a trovarvi rimedio. Davanti all'emergenza della pandemia e del lockdown, la prima a chiudere i battenti è stata proprio la scuola.

I primi a essere stati colpiti da questa emergenza sanitaria sono stati i più giovani, studenti di ogni ordine e grado che hanno dapprima esultato per qualche giorno di vacanza totalmente inaspettato come un Natale ad Agosto, e poi hanno, loro mal grado, preso sempre più coscienza che non si trattava di una bella lunga vacanza e che la vita, come l'avevano conosciuta e vissuta fino a quel momento, gli stava cambiando sotto le mani, gli occhi e i piedi e non aveva più i punti di riferimento tanto utili e preziosi in una fase delicata come quella della crescita.

Gli educatori – genitori e insegnanti – hanno dovuto trovare nuove risposte e nuove modalità non scritte nei libri per assolvere adeguatamente al loro compito cercando di lasciare meno traumi possibili. Abbiamo, pertanto, individuato i passaggi fondamentali per affrontare questa navigazione a vista in questo mare in tempesta che è ancora la pandemia: spiegare, proteggere, educare, formare. Spesso ci si concentra di più su uno o l'altro sull'altro aspetto a seconda del momento e del fatto di essere genitori o insegnanti. Ma troppo spesso, si dimentica l'ultimo passaggio: formare.

Mercoledì, 22 Luglio 2020 09:44

Educare al senso civico

Il senso civico non è insito nel nostro DNA.

Non fa parte di quelle capacità innate che ci hanno fatto sopravvivere per millenni facendoci capire come affrontare gli animali per ucciderli e mangiarli. Non è un istinto primordiale, anzi, probabilmente il più delle volte è un concetto persino in opposizione a quello istintivo della legge di sopravvivenza di memoria darwiniana. Il senso civico non appoggia il concetto di selezione naturale, ma lo contrasta con uno più alto e, filosoficamente, più morale che riguarda la sopravvivenza e il benessere dell'intera collettività, dove il singolo e la sua specifica sopravvivenza non esistono, ma esiste l'individuo collocato in una società, in un gruppo di persone.
L'essere umano è un essere sociale e, questo - sì - è un fattore endogeno della specie da cui non si può prescindere.
Un giorno l'uomo primitivo ha raggiunto la consapevolezza che l'unione con altri uomini come lui poteva fargli raggiungere obiettivi e affrontare pericoli e situazioni più impegnative che da solo non avrebbe mai superato.
È il concetto, poco matematico e molto sociologico, per il quale 1+1 non è uguale a 2, ma è uguale a 3, 10, 50, 100!
È, questa, la consapevolezza di poter divenire una forza distintiva ed efficace solamente se calati in un contesto di “unione” sociale, organizzata correttamente, dove ognuno, con le sue caratteristiche e le sue specifiche competenze, può apportare un significativo contributo in azioni complesse, più impegnative, ma socialmente più utili.
Sono stati i primi tentativi di caccia organizzata a rendere questo concetto più chiaro e illuminante: unendo le proprie forze, si poteva ottenere più cibo; il cibo andava condiviso con tutti affinché tutti avessero le forze per la prossima battuta di caccia.
Sembra un concetto molto elementare, ma ancora, vediamo che ci sono passaggi più o meno sottili di questo concetto che non sono in grado di permeare adeguatamente la nostra società in cui, spesso, vige ancora, invece, “la legge della giungla” dove, in assenza di norme certe, condivise e socialmente produttive, il più forte, prepotente, furbo o ricco vince sugli altri che possono perire nella loro incapacità.

Mercoledì, 17 Giugno 2020 09:11

Il caso Cambridge Analytica

La Cambridge Analytica (CA) è stata una società di consulenza britannica il cui nome è divenuto celebre a seguito di uno scandalo connesso alla gestione dei dati per influenzare le campagne elettorali. Il metodo utilizzato combinava il data mining, l'intermediazione dei dati e l'analisi dei dati con la comunicazione strategica per la campagna elettorale.

Il 2 maggio 2018 la società ha dichiarato la bancarotta a causa dello scandalo in cui era stata travolta con Facebook.”

da Wikipedia

 

Numerose sono le caratteristiche della rete che hanno facilitato l'emergere, stimolandone e determinandone l'affermarsi, della cosiddetta democrazia digitale in nuove modalità di comunicazione ancora impensabili.
La prima caratteristica che ha attirato l'attenzione della nuova politica è la evidente economicità del mezzo. I social network, infatti, permettono di avviare grandi campagne pubblicitarie praticamente gratuitamente o a costi così irrisori rispetto alle forme classiche (Ziccardi, 2019) dal farle prediligere rispetto alle altre. Le campagne elettorali, attraverso i social network, inoltre, godono del vantaggio della potenzialità della viralità tipica del mezzo (Ziccardi, 2019).

Il disagio delle nuove generazioni non è certamente una novità di questi tempi, e tale resterà per sempre, perché una soluzione definitiva per la prevenzione e/o repressione di agiti aggressivi, violenti, manipolatori, etc, è di difficile, se non impossibile, realizzazione. Il motivo è da rintracciare facilmente nel mutamento costante della società e, di conseguenza, dei comportamenti delle persone che vi si ritrovano dentro. Purtroppo l'evoluzione della psiche umana è angosciosamente più lenta di quella tecnologica e sociale: nemmeno il “paradosso di Achille e la tartaruga”1 potrà risolvere questo problema. In un mondo in cui le App (i software degli smartphone) sono installate sul cellulare della maggior parte dei fruitori nel mondo sviluppato (Bilotto, 2019), noi esseri umani siamo, invece, un software pieno di bug di cui sono perfettamente a conoscenza le App stesse, hacker perfette che riescono a manipolarci come vogliono: non sono più le persone a manipolare i software, ma sono i software a manipolare le persone.

Domenica, 07 Giugno 2020 15:48

La privacy: la più grande fake news sul web

Uno dei “mali” più sentiti degli ultimi 20 anni è quello relativo alla tutela della privacy. Un giorno qualcuno l'ha nominata, ne ha fatto un problema (che è anche giusto!) e ne ha scatenato una bufera in cui tutti si ritrovano, loro malgrado e senza capirne veramente il motivo, a combattere una guerra per difendere un diritto legittimo, ma persino molto più devastato e meno tutelato di quello che continuano a farci credere. Ormai, che si vada anche semplicemente dal dentista, se non si firma il consenso al trattamento dei dati personali, il dentista non può curare il paziente perché la logica sottostante è che senza quel modulo non ha nemmeno il diritto di sapere quale patologia abbia. Raccontata così sembra una follia, eppure sono oltre 20 anni che questo incubo della tutela della privacy ha sfiorato il ridicolo.

Domenica, 07 Giugno 2020 15:16

Gli imbecilli del web

Ogni innovazione tecnologica in grado di coinvolgere la comunicazione, ha sempre portato enormi cambiamenti nella fruizione e diffusione dell'informazione e della politica, stravolgendo tutto quello che fino ad allora vi era stato e dando nuove opportunità di contatto tra (e)mittente e destinatario.

Chi, 22 anni fa, vide il film The Truman Show (1998) non avrà potuto fare a meno di pensare a quanto fosse irreale e folle quella previsione catastrofica della condizione umana. Un individuo, del tutto inconsapevole, nasce e vive in un enorme studio televisivo. Circondato da migliaia di microfoni, telecamere e attori, Truman vive la sua esistenza quotidiana convinto di ogni suo successo, scolastico o amoroso; convinto che chi lo circonda risponda alle sue esigenze perché la vita gli sorride e non per esigenze di copione.

Scrivo bene per te

Se hai bisogno di scrivere qualunque tipo di documento, dalla lettera alla denuncia, dalla tesi di laurea alla storia della tua vita, ti invito a contattarmi mandandomi una email a oremy@oremy.it spiegandomi di cosa hai bisogno o scrivendomi via whatsapp (no telefonate) al 349 2540661.

Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

Se non sai come scriverlo, o vorresti scriverlo meglio: contattami e ti dirò come fare!

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