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Sabato, 06 Giugno 2020 20:47

Democrazia digitale: più che un sogno, un incubo.

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Chi, 22 anni fa, vide il film The Truman Show (1998) non avrà potuto fare a meno di pensare a quanto fosse irreale e folle quella previsione catastrofica della condizione umana. Un individuo, del tutto inconsapevole, nasce e vive in un enorme studio televisivo. Circondato da migliaia di microfoni, telecamere e attori, Truman vive la sua esistenza quotidiana convinto di ogni suo successo, scolastico o amoroso; convinto che chi lo circonda risponda alle sue esigenze perché la vita gli sorride e non per esigenze di copione.

 

The Truman Show, nella sua delirante previsione sul futuro, ci ha spiazzato e mostrato la più atroce delle ipotesi. Già nel 1949, Orwell, nel romanzo “1984” aveva dato vita alla figura Grande Fratello, controllore ogni singolo individuo per conto “del partito”. A seconda della generazione di appartenenza, chi ha visto The Truman Show o chi ha letto 1984, sarà stato percorso da un brivido di terrore lungo la schiena al pensiero che le azioni e i pensieri di ognuno di noi possano essere pilotati e, addirittura, pianificati e costruiti a tavolino o per esigenze di copione televisivo o per controllo politico dall'alto. Ma, se nel 1949 una previsione del genere non era supportata da un'evoluzione tecnologica adeguata, e il pensiero di uno sforzo immenso per correggere i libri e gli articoli di giornale già pubblicati modificandoli per rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal Partito, sembrava eccessivo e impraticabile, già con The Truman Show, nel non lontanissimo 1998, questa ipotesi è sembrata più vicina, realizzabile e, persino, nemmeno particolarmente dispendiosa rispetto ai risultati ottenibili.
Come avrebbe detto Mike Bongiorno “COLPO DI SCENA!”: la fantasia è diventata realtà e, persino, senza nessuna bacchetta magica. La normale evoluzione tecnologica, ovviamente mal usata e strumentalizzata, ha reso possibile quello che si pensava impossibile, sia da un punto di vista realizzativo, sia, soprattutto, da un punto di vista etico e morale. I nostri pensieri, le nostre scelte, le nostre dita sulla tastiera e, infine, quelle che usano la matita per fare una X in cabina elettorale, sono tutti sapientemente manipolati dalle forze politiche e non solo.
Siamo come Truman. E, come Truman, la stragrande maggioranza di noi non ha la minima consapevolezza di esserlo. Viviamo in un acquario in cui siamo spiati 24 ore al giorno in cui ogni nostro movimento, fisico e digitale, viene indicizzato in immense banche-dati; un acquario dove crediamo di essere liberi, autonomi e creativi, ma che ci rende schiavi di noi stessi e delle nostre debolezze. I “padroni” dell'acquario osservano le nostre paure e i nostri disagi e di tutto ciò si armano per manipolarci e portarci alle conclusioni che a loro fanno più comodo, sia che si tratti di venditori di oggetti o venditori di idee politiche. In cambio, e per non essere scoperti, ci donano l'illusione di un mondo libero, di una democrazia sempre più ampia, di un contatto diretto con loro che, generosamente, ci ascoltano e fanno di tutto per realizzare i nostri desideri e venirci incontro per risolvere i nostri problemi, o presunti tali.
Siamo, invece, come Truman, spiati e gestiti dal Grande Fratello.

Oggi le nuove tecnologie stanno al potere come, nella seconda guerra mondiale, la bomba atomica stava alla guerra: il livello di potenza e pericolosità era ed è ancora inimmaginabile e lo stupore e lo sconforto che avremo quando osserveremo le macerie finali sarà il medesimo. Qualcosa che era previsto solo nelle più catastrofiche e fervide immaginazioni di scrittori e registi, è la nostra attualità.

“I media non creano, ma coltivano e promuovono e gratificano l'imbecillità: perché fa vendere e fa votare. Il Web gratifica gli imbecilli, che "prima parlavano solo al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la società". Non la danneggiavano perché, prima, l'accesso ai media era sorvegliato da doganieri potenti: giornalisti, editori.” e ancora “Il Web ha soltanto esteso i decibel delle loro stentoree affermazioni.”
Michele Smargiassi

 

 

Oggi le nuove tecnologie stanno al potere come, nella seconda guerra mondiale, la bomba atomica stava alla guerra: il livello di potenza e pericolosità era ed è ancora inimmaginabile e lo stupore e lo sconforto che avremo quando osserveremo le macerie finali sarà il medesimo. Qualcosa che era previsto solo nelle più catastrofiche e fervide immaginazioni di scrittori e registi, è la nostra attualità.
“I media non creano, ma coltivano e promuovono e gratificano l'imbecillità: perché fa vendere e fa votare. Il Web gratifica gli imbecilli, che "prima parlavano solo al bar dopo due o tre bicchieri di rosso e quindi non danneggiavano la società". Non la danneggiavano perché, prima, l'accesso ai media era sorvegliato da doganieri potenti: giornalisti, editori.” e ancora “Il Web ha soltanto esteso i decibel delle loro stentoree affermazioni.”
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Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

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