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Sabato, 13 Giugno 2020 08:32

I vantaggi della rete web per la democrazia digitale

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Numerose sono le caratteristiche della rete che hanno facilitato l'emergere, stimolandone e determinandone l'affermarsi, della cosiddetta democrazia digitale in nuove modalità di comunicazione ancora impensabili.
La prima caratteristica che ha attirato l'attenzione della nuova politica è la evidente economicità del mezzo. I social network, infatti, permettono di avviare grandi campagne pubblicitarie praticamente gratuitamente o a costi così irrisori rispetto alle forme classiche (Ziccardi, 2019) dal farle prediligere rispetto alle altre. Le campagne elettorali, attraverso i social network, inoltre, godono del vantaggio della potenzialità della viralità tipica del mezzo (Ziccardi, 2019).

Infatti gli elettori stessi, con il banale sforzo di un click, possono condividere ogni tipo di messaggio, informazione, evento o news, con una portata della sua diffusione potenzialmente infinita. Il che, si traduce, in una pubblicità gratis e di facilissima esecuzione per il mittente del messaggio.
Grazie a questi feedback in tempo reale, inoltre, si ha la possibilità di realizzare i successivi messaggi promozionali precisamente mirati per gli elettori, riducendo drasticamente i costi della gestione della campagna elettorale e la dispersione di messaggi non pertinenti. (Ziccardi, 2019). Un'altra parola chiave che ha attirato i politici è velocità. Grazie all'uso del web e, soprattutto, dei social network, la dispersione di tempo è ridotta ai minimi termini: è possibile inviare post, foto, video, dirette, selfie, in tempo reale rispetto ad avvenimenti di cronaca, politici o altro che suscitino interesse. Non è più necessario scrivere un comunicato stampa, fotocopiarlo, mandarlo ai giornali, etc... Oggi basta prendere in mano lo smartphone, scattare, aggiungere un testo e condividere nel proprio social preferito. Quindi, economicità e velocità hanno sbaragliato i classici siti web in favore dei social network dove, senza alcuno sforzo fisico, economico ed organizzativo, il leader politico di turno può manifestare il suo pensiero su qualunque cosa ritenga opportuno esattamente nel momento in cui lo desidera! Ma la grande novità della rete e dei social network, che ha davvero mutato il rapporto tra elettore e leader politico, è la possibilità, almeno apparente e/o virtuale, di poter comunicare direttamente tra di loro senza nessun intermediario fisico o sociale. Salvini o Grillo parlano direttamente al Signor Rossi inviando un post su Facebook o Twitter e il signor Rossi può rispondergli direttamente con un commento online messo in tempo reale. La cosa si traduce nella possibilità per il politico di avere, come dicevamo, la percezione in tempo reale dell'umore (o malumore) del corpo elettorale (o del suo interesse o disinteresse per certi argomenti), mentre per il cittadino si va a compensare (e ri-compensare) quella totale perdita di fiducia nella classe politica iniziata negli anni '90 con le vicende di Mani Pulite. E ancora altri strumenti sono a portata di mano, come gli open data: una immensa banca dati di informazioni sui cittadini che, nelle loro comuni navigazioni sul web, vengono costantemente profilati (Ziccardi, 2019). Con il termine profilazione indichiamo l'attività, tipica di ogni sito web a cui ci registriamo, che salva i dati della nostra persona di cui entra in possesso (nome, cognome, sesso, data di nascita, città di residenza, hobby, interessi, riviste di interesse, gruppi che frequentiamo...) e li riesce a incrociare a proprio piacimento a seconda degli obiettivi da perseguire. Con l'analisi dei like su facebook è stato possibile conoscere i tratti caratteriali, le abitudini e le preferenze politiche della maggior parte degli individui (ziccardi, 2019). È con queste strategie, si dice, che Trump abbia vinto le elezioni del 2016. Un altro vantaggio, che, però, spesso non viene troppo considerato come tale, è che la comunicazione via social network può essere, anzi deve, essere fatta con un linguaggio semplice che, spesso sfocia nel semplicistico e nel volgare. In questo ambiente, quindi, trovano humus fertile tutti quei politici che di questo stile si fanno forti come fosse una garanzia di sincerità e affidabilità.
Le espressioni semplicistiche, crude, e volgari, ideate per un utilizzo sui social network, si sono rivelate perfette per un mezzo di comunicazione e per un ambiente, capace di amplificarle e di diffondere come mai era avvenuto prima nella storia dei mezzi di comunicazione” (Ziccardi, 2019, p.18). Tutto ciò è accessibile a ogni singolo individuo, politico o semplice cittadino, grazie al banale uso dello smartphone senza nemmeno l'uso di particolari apparecchiature tecnologiche. Le competenze necessarie per l'uso di uno smartphone sono, ormai di dominio comune per gli individui sotto i 70 anni di età. Tutta la propaganda politica può stare dentro un cellulare e può arrivare a soddisfare la singola persona di cui riusciamo a sapere tutto grazie alla tracciatura dei like su Facebook e sugli altri Social Network, accuratamente analizzati dagli esperti della comunicazione politica, in modo da fornire a ognuno “IL” proprio messaggio gradito, cucito su misura per ottenerne il consenso: un po' il Panem et Circenses dei XXI secolo. In sintesi: l'attività di comunicazione non è più a target, ma ha raggiunto la capacità di diffondere il messaggio ad personam con una precisione e qualità degna di un parente stretto. Non si punta più a “sparare” in un enorme mucchio sperando di colpirne, gioco forza, qualcuno da portare in cabina elettorale. Con la rete social è possibile puntare a far sì che proprio quella persona riceva un preciso messaggio che, ovviamente, sarà assolutamente in linea con il suo pensiero e le sue aspettative in modo da convincerlo definitivamente che quel politico è l'uomo giusto da votare. Facebook è nato come sostituto digitale dell'annuario scolastico (trad. “Libro delle facce”) ed è diventato, insieme agli altri, uno strumento per fabbricare il consenso a tavolino: a costi assolutamente contenuti e alla velocità della luce. Sembra di essere in un film di fantascienza.

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Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

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