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Mercoledì, 17 Giugno 2020 09:11

Il caso Cambridge Analytica

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La Cambridge Analytica (CA) è stata una società di consulenza britannica il cui nome è divenuto celebre a seguito di uno scandalo connesso alla gestione dei dati per influenzare le campagne elettorali. Il metodo utilizzato combinava il data mining, l'intermediazione dei dati e l'analisi dei dati con la comunicazione strategica per la campagna elettorale.

Il 2 maggio 2018 la società ha dichiarato la bancarotta a causa dello scandalo in cui era stata travolta con Facebook.”

da Wikipedia

 

Il Facebookgate (Ziccardi, 2019), causato dalla Società Cambridge Analytica, ci ha fatto oltrepassare un punto di non ritorno di cui solo in pochi si sono resi, finora, conto, e ci ha messo difronte a una realtà e alla sua deviazione di cui reputavamo possibile l'esistenza solamente nei film distopici. Ziccardi (2019) fa un interessante ed esplicativo paragone e così dice: “Il facebookgate ha sancito con clamore il passaggio da un quadro del controllo del dato, che era tipicamente orwelliano (generato dal 'centro', sovente facilmente individuabile), a uno kafkiano, 'labirintico', dove i dati sono raccolti, vengono condivisi con terze parti, sono utilizzati in maniera oscura in un ambiente in cui, immediatamente, l'utente ne perde il controllo” (Ziccardi, 2019, pag 112). È un passaggio fondamentale che fa scaturire delle importanti riflessioni. Intanto lo definisce Facebookgate: come lo Scandalo Watergate del 1972 che scoprì il clamoroso caso delle intercettazioni illegali nel quartier generale del Comitato nazionale democratico a opera di uomini legati al Partito Repubblicano. Qui le intercettazione sono di diverso tipo, ma le finalità sono sempre le medesime: vincere le elezioni politiche. Fino a qui non ci si potrebbe, ormai, nemmeno scandalizzare più di tanto. In fondo dopo 50 anni, la storia si ripete: si spia il nemico per cercare di coglierlo in fallo e ottenere più voti. Invece, oggi, lo scandalo è davvero diverso e di gravità maggiore. Non si tratta più di spiare il concorrente per contrastarlo, prevenirlo e sottrargli i voti. Lo spionaggio non avviene più tra candidati, ma il candidato ha stabilito che, grazie ai big data e alle nuove metodologie di analisi, l'elettore è molto più interessante da monitorare e che questa attività fa ricevere un numero maggiore di conversioni in voto elettorale. Ancora la questione non sarebbe particolarmente grave: in fondo sono diversi decenni che le indagini di mercato studiano i cittadini per capirne le esigenze e proporre il miglior prodotto che risponda a quella esigenza. La questione si sta facendo più grave perché, come dice Ziccardi nella precedente citazione, il sistema del controllo del dato sta passando da orwelliano, cioè sappiamo benissimo chi e perché ci vuole controllare e ciò ci fornisce un'arma di difesa, a kafkiano (e chi ha letto “Il Processo” sa bene cosa si intende!), dove non si hanno più punti di riferimento, ogni logica è compromessa e non si sa più bene quanti e quali siano i nemici da cui doverci guardare. In un anacronistico Regime del Terrore non sappiamo più quali sono le coordinate per difenderci e, spesso, non sappiamo nemmeno di essere sotto attacco. Infatti, il caso Cambridge Analytica ha messo allo scoperto l'esistenza di armi di distruzione del pensiero autonomo che sono gestibili dalle forze di potere (politiche, governative o altro). Un altro aspetto molto triste di questa vicenda è che le munizioni per far sparare queste armi, sono state fornite proprio da noi: abbiamo armato inconsapevolmente i nostri nemici e gli abbiamo permesso di entrare nelle nostre menti per manipolarle e farci credere di aver deciso in modo autonomo, quando, invece, siamo stati condotti verso il burrone come i topi del pifferaio magico1. Tecnicamente è accaduto che la Cambridge Analytica è venuta in possesso di una mole smisurata di dati riguardanti la nostra navigazione (dati anagrafici, like et similia) con cui è stato possibile comprendere la nostra personalità. Tirino (2019) mette in rilievo i risultati dello studio del 2015 a cura del dott. Michael Kosinski presso l'università di Cambridge nel centro di psicometria sulla correlazione tra i test di personalità e i dati ricavati dai profili Facebook2: con 10 like è possibile definire la personalità di un individuo alla stregua di un collega di lavoro; con 70 like la capacità è paragonabile a quella di un convivente; con 150 like si arriva alla precisione di un convivente; con soli 300 like l'accuratezza nella definizione del profilo di personalità di un individuo è paragonabile a quella di un coniuge. Qualcuno potrebbe affermare che, grazie alla psicometria e psicografia, le entità governative lo conoscono meglio della moglie! Quello che è accaduto con il caso Cambridge Analytica è stato molto pù grave di una feroce campagna elettorale (riferendoci alle due di cui sono ritenute responsabili: quella di Trump e quella della Brexit), ma è stato un vero e proprio lavaggio del cervello! Grazie alle nuove metodologie di analisi unite al possesso, illecito, di una mole impressionante di dati, è stato possibile intercettare i sentimenti/disagi di milioni di persone in modo da poter costruire il perfetto spot elettorale da far visualizzare a ogni singolo individuo. Ma non un spot elettorale ben fatto da mostrare a migliaia di persone, ma un singolo e preciso messaggio pubblicitario in grado di convincere uno specifico individuo. Usando termini di marketing, il ROI (Return on investment) diventa, così, sempre più vicino al 100%: 1 bersaglio, 1 colpo, 1 preda. Ma quando si fa leva in modo così chirurgico sul nostro inconscio, per fargli compiere determinate azioni, non si può più parlare di marketing, ma di una vera e propria manipolazione mentale: sta venendo meno il nostro diritto alla autodeterminazione e al libero arbitrio. E va fatto quanto prima perché certi meccanismi, a volte, non sono reversibili. Perduta la capacità del controllo del nostro pensiero, anche se lasciato libero di nuovo, potrebbe non essere più in grado di tornare a saper gestire la libertà. Abbiamo perso la cognizione del nemico esterno perché il nemico (la manipolazione) ormai è intrinseca nelle nostre menti: il nemico non è qualcuno da battere, ma sono le convinzioni che ci hanno somministrato. Potrebbe crearsi un fenomeno di adattamento tale che ci impedirebbe, in un prossimo futuro, di non renderci conto dello stato in cui ci troviamo

 

1 - “Il pifferaio di Hamelin” è il soggetto di una leggenda tedesca ambientata nella città di Hameln o Hamelin, in Bassa Sassonia. È anche nota come Il pifferaio magico o titoli similari. Narra di un suonatore di piffero magico che, su richiesta del borgomastro, allontana da Hamelin i ratti al suono del suo strumento; quando la cittadinanza rifiuta di pagarlo per l'opera, questi si vendica irretendo i bambini del borgo al suono del piffero e portandoli via con sé per sempre.

2 - La funzione fu svolta con l'utilizzo di MyPersonality, una App che permetteva di analizzare la personalità di un campione grazie ad un questionario sottoposto. In realtà la App ha permesso di raccogliere i dai sulla personalità di fino a 6 milioni di utenti. Il funzionamento era basato sulla correlazione tra dati personali (età, sesso, residenza) e le condivizioni di post,immagini e like.

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Emilia Orefice

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Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

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