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Sabato, 13 Giugno 2020 08:21

Leonardo da Vinci, scrittore: le sue favole

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Il 2 maggio 2019 è ricorso il cinquecentesimo anniversario dalla morte di colui che è stato considerato il più eclettico ed entusiasmante Genio di tutti i tempi: Leonardo da Vinci!

Sarà stato il contesto toscano del Rinascimento in cui nacque e crebbe, sarà stato il suo innegabile talento, sarà stata la sua indole curiosa sopra ogni cosa o la passione smodata per la Natura, sarà stata la miscela veramente esplosiva di tutto ciò, ma Leonardo da Vinci è riuscito a definire il punto di non ritorno dell'evoluzione umana per tantissimi campi a partire da quello pittorico, quello scientifico-medico e quello tecnologico. Ha aperto porte e, spesso, vere e proprie strade che hanno reso diverso il mondo da come, fino a quel momento, lo si era conosciuto.

 

Il mio articolo vuole essere un omaggio a questo grandissimo Genio e personaggio della sua epoca e di tutti i secoli successivi, ma, stavolta, voglio farlo scoprendo un aspetto poco noto e battuto di Leonardo: la scrittura e, nello specifico, sulle favole da lui composte. Anche in questo campo, infatti, Leonardo ha saputo distinguersi sia per la capacità analitica, sia per quella innovativa, fornendo nuovi punti di vista e di riflessione sulla lingua, sul linguaggio, sulla comunicazione e sulla filosofia morale che si collega direttamente ai suoi racconti.

Chi è stato Leonardo? Dire che sia stato un Genio può essere persino riduttivo. Genio lo è stato anche Mozart, ma in ogni caso è stato lontanissimo dall'essere come Leonardo da Vinci. Questo perché Leonardo non è stato un “Genio” solo in una determinata disciplina, come Mozart lo è stato nella musica: Leonardo è stato un genio “della vita” e ha saputo insegnare, più che ogni singola nuova scoperta/invenzione, il metodo per approcciare alla complessità della vita e di tutta le sue arti e scienze. Ha, quindi, potuto, con il suo stile, insegnarci come affrontare ogni tipo di argomento e materia di applicazione senza, per questo, diminuire l'efficacia delle sue innovazioni. Ovunque Leonardo abbia messo le mani, ha lasciato un solco profondo in grado di demarcare il confine tra un prima e un dopo. Leggendo e studiando le sue Favole, ho colto la genialità, la capacità retoriche e linguistiche nonchè l'innovazione in un uomo che i più ricordano come uno “scienziato” di pittura e materie puramente tecnico-scientifiche.

Non possiamo, infatti, non restare stupefatti davanti alle capacità di un uomo “sanza lettere” come gli altri e lui stesso osavano definirlo in senso dispregiativo: Leonardo è stato “omo sanza lettere” deficitario di una educazione primaria elevata, ma con il suo talento e il suo impegno personale ha saputo compensare e ricompensare ampiamente quelle mancanze fornendoci dei piccoli gioielli letterari che sarebbero da tenere sul comodino e da rileggere di quando in quando. Quanta saggezza, quanta cura stilistica e abilità retorica e filosofica in favole di pochissime righe!

La brevitas è stato il suo dono letterario, così come un occhio, acuto osservatore, gli è stato di grande sostegno nella pittura.
Ma la brevitas letteraria richiede la stessa certosina accortezza e lunghi tempi di riflessione per arrivare al risultato perfetto.

Vediamo, quindi, come il lessico di Leonardo non sia mai sciatto, superficiale o banale: le parole sono scelte con accuratezza e desiderio di fornire quella immagine mentale che altrove forniva reale grazie alla pittura. L'accostamento con il visivo, in ogni caso, non lo abbandonerà mai, né nella stesura delle favole né di altro tipo di appunti. Laddove c'è testo, Leonardo accosta i suoi schizzi. I disegni integrano il testo come il testo integra l'osservazione delle immagini in un continuum dove non vi è un predominanza di uno dei due elementi, ma una sapiente miscela di comunicazione e narrazione con finalità educative o narrative.

Gli scritti che ci sono giunti manifestano uno stile frammentato ed eterogeneo che ci raccontano di un Leonardo sperimentatore in grado cercare nuovi itinerari da percorrere: lui, che non si dice mai essere stato uno dei più importanti autori del rinascimento, ha giocato con le parole, divertendosi puntigliosamente per scoprirle e poi riscoprirle sotto nuova luce. Ha usato lo strumento favolistico, semplice e diretto, per educare i suoi giovani allievi, ma, soprattutto, per dialogare con se stesso; per non lasciare che sensazioni, emozioni e riflessioni si disperdessero nel vento dopo la loro osservazione nella realtà. Nonostante il periodo storico, Leonardo ha colto la grandiosa importanza della tradizione scritta, capace di non essere storpiata nel tempo e di lasciare precisa documentazione di sé.

Un giudizio unico e definitivo sull'opera leonardiana è difficile da raggiungere e, probabilmente, occorreranno altri anni e altri studi prima di poter decretare “la critica letteraria finale” in merito. Ma di sicuro, soprattutto, ci resta lo stupore per un uomo capace di spaziare, con tanta facilità, tra arte, scienza, numeri, lettere e pensieri lasciando, ovunque, il suo Genio e la sua personalità densa di sfaccettature di grandissimo interesse.

In Leonardo le parole servono per vedere; a noi le parole di Leonardo servono per vedere lui.

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Emilia Orefice

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Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

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Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

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