Approfondimenti

cose viste da fuori e da dentro


Venerdì, 19 Giugno 2020 12:18

Franklin D. Roosevelt's Four Freedoms Speech

Vota questo articolo
(0 Voti)

Le quattro libertà erano obiettivi articolati dal presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt lunedì 6 gennaio 1941. In un discorso noto come "il discorso delle quattro libertà", egli propose quattro libertà fondamentali che le persone "ovunque nel mondo" dovrebbero godere: libertà di espressione, libertà religiosa, diritto ad un livello di vita sufficiente, libertà dalla paura.

L’ultimo paragrafo del discorso presidenziale recita:

This nation has placed its destiny in the hands and heads and hearts of its millions of free men and women; and its faith in freedom under the guidance of God. Freedom means the supremacy of human rights everywhere. Our support goes to those who struggle to gain those rights or keep them. Our strength is our unity of purpose. To that high concept there can be no end save victory.(149-153)

 

Analizzando questo breve estratto, notiamo la meticolosità nella scelta dei vocaboli: l'uso della parola destiny, si ricollega al concetto di manifest destiny, secondo cui gli Americani erano destinati dal volere divino a espandersi, diffondendo la loro forma di libertà e democrazia; l’allitterazione formata dalle tre parole hands, heads, hearts, produce un’omofonia che sibila dolcemente all’orecchio dell’ascoltatore; le mani, la testa e il cuore, sono anche tre parti fondamentali dell’uomo che indicano: l’azione, il pensiero e le emozioni, una triade figurativamente potentissima.

L’accostamento di faith, freedom e God, formano una specie di chiasmo, in cui fede e Dio abbracciano la libertà: come a voler dire che due cose insindacabili (la fede e Dio) sono, anche se non si possono discutere, la manifestazione della libertà. Non solo, questi tre concetti sono sempre stati i pilastri su cui si basa la morale Americana.

Parole accuratissime, che fanno breccia nelle coscienze e nell’orgoglio dei cittadini, pronunciate dalla voce fedele di chi era riuscito a risollevare l’America dalla profonda crisi di fine anni ’20.

L’ultimo paragrafo del discorso presidenziale recita:

This nation has placed its destiny in the hands and heads and hearts of its millions of free men and women; and its faith in freedom under the guidance of God. Freedom means the supremacy of human rights everywhere. Our support goes to those who struggle to gain those rights or keep them. Our strength is our unity of purpose. To that high concept there can be no end save victory. (149-153)

Analizzando questo breve estratto, notiamo la meticolosità nella scelta dei vocaboli: l'uso della parola destiny, si ricollega al concetto di manifest destiny, secondo cui gli Americani erano destinati dal volere divino a espandersi, diffondendo la loro forma di libertà e democrazia; l’allitterazione formata dalle tre parole hands, heads, hearts, produce un’omofonia che sibila dolcemente all’orecchio dell’ascoltatore; le mani, la testa e il cuore, sono anche tre parti fondamentali dell’uomo che indicano: l’azione, il pensiero e le emozioni, una triade figurativamente potentissima. L’accostamento di faith, freedom e God, formano una specie di chiasmo, in cui fede e Dio abbracciano la libertà: come a voler dire che due cose insindacabili (la fede e Dio) sono, anche se non si possono discutere, la manifestazione della libertà. Non solo, questi tre concetti sono sempre stati i pilastri su cui si basa la morale Americana. Parole accuratissime, che fanno breccia nelle coscienze e nell’orgoglio dei cittadini, pronunciate dalla voce fedele di chi era riuscito a risollevare l’America dalla profonda crisi di fine anni ’20.

Letto 74 volte Ultima modifica il Venerdì, 19 Giugno 2020 12:43

Articoli correlati (da tag)

Altro in questa categoria: « Comunicare la cattiveria

Scrivo bene per te

Se hai bisogno di scrivere qualunque tipo di documento, dalla lettera alla denuncia, dalla tesi di laurea alla storia della tua vita, ti invito a contattarmi mandandomi una email a oremy@oremy.it spiegandomi di cosa hai bisogno o scrivendomi via whatsapp (no telefonate) al 349 2540661.

Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

Se non sai come scriverlo, o vorresti scriverlo meglio: contattami e ti dirò come fare!

Newsletter

Riceverai i nuovi articoli direttamente nella tua email.
© 2020 oremy - non copiare nulla senza avermi prima chiesto il permesso! Ho un bravo avvocato e io sono peggio.