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Mercoledì, 30 Dicembre 2020 19:29

Gli Influencer

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Gli influencer sono sempre esistiti.
Solo che non c'erano i social.
Mussolini era un notevole influencer... persino Martin Lutero o Martin Luter King... o Ghandi.... o Nelson Mandela... i politici sono tutti influencer!
Berlinguer, Mussolini, Salvini, Renzi, e tutti quelli che vogliamo, in ogni lato del parlamento.
Anche un maestro di arti marziali, nel suo contesto, è un influencer.
Il problema è che la società dei social network, come disse il buon Eco, dà a qualunque testa di cazzo l'illusione di poterlo essere e la possibilità di incontrare persone più stupide di lui che gli vanno dietro.
Qualcuno di voi avrà un'età adeguata per ricordarti VANNA MARCHI e la sua bella compagnia che vendevano sale in previsione di miracoli di vario tipo.
Non è cambiato nulla. Sono cambiati solo gli strumenti che, pur dando la possibilità a chiunque di informarsi e istruirsi, non vengono usati in questo e non viene insegnato a farlo.
Quindi basta che un pinco pallo chiunque dica una cosa su FB che mezzo mondo gli va dietro.
A quel punto la colpa è di chi ha in mano lo strumento e da esso si fa inebetire invece che usarlo come strumento di conoscenza.
Chi dovrebbe insegnare agli ebeti a non essere tali?
Perchè nessuno lo fa?
Perchè nessuno diventa maestro di se stesso?
Invece di istruirci alla riflessione, alla ribellione, alla saggezza, alla condivisione, alla civiltà, la classe politica inebetisce con gli strumenti mass mediologi il resto della popolazione.
Gli influencer fanno comodo alla classe dirigente.
Perchè un ebete non si ribella ed è contento delle briciole che gli vengono date.
è una grande manipolazione di massa che ci viene propinata (e io vivo benissimo senza tv da 8 anni) che ci fa il lavaggio del cervello affinchè possiamo cadere in tutte le chiacchiere che ci fanno.
Fai sempre una domanda, due domande, tre domande a chi vuole importi il suo pensiero come verità somma... continua a fare domande e vedrai che prima o poi non avrà più risposte e reagirà con la violenza di chi è stato messo all'angolo.
Gli influencer? Solo lo specchio di una società nata nel secondo dopo guerra. Tutto è iniziato con Mike Bongiorno che ha legittimato l'ignoranza e la stupidità nonostante i quizzoni che conduceva. Lui si è sempre dichiarato "ignorante", ma non alla maniera di Celentano che da questo punto di partenza cercava di raggiungere una qualche conoscenza (che piaccia o meno Celentano, questo ha cercato sempre di fare). Mike, per quanto pilastro della televisione italiana, ha mostrato agli italiani che potevamo essere stupidi e ignoranti senza dovercene vergognare. E ciò in parte sarebbe anche corretto, perchè non ci si dovrebbe vergognare di non essere acculturati e particolarmente svegli. La parte sbagliata è confermare che si può rimanere felicemente in questo stato senza sentirsi in obbligo di migliorare il proprio stato mentale.
Sono passati 75 anni dalla fine della seconda guerra mondiale noi siamo solo l'ennesima generazione di dementi che si fa imbambolare dall'influencer di turno. I miei nonni avevano Mike Bongiorno. I miei genitori sono passati per Berlusconi e la tv commerciale. Noi abbiamo la Ferragni. I giovanissimi hanno qualcuno che io nemmeno conosco.
Se non prendiamo coscienza di essere solo parte di un meccanismo che sta girando da decenni, finiremo sempre per dare la colpa a quelli che vengono dopo di noi, invece di prendere atto che tutte le generazioni intercorse dal '45 a oggi ci hanno messo del loro.
Quello che possiamo fare è ribellarci con tutte le nostre forze, non quelle fisiche, ma proprio quelle intellettuali, per bloccare questo ingranaggio che gira in un verso e obbligarlo a girare nell'altro.
Ma dobbiamo iniziare ad essere in tanti per farlo.
E dipende dalla nostra quotidianità.
Spegni la tv. Spegni i tg. Spegni la D'Urso.
Spegni i grandi fratelli e la de filippi.
Spegni tutto e accendi solo il tuo pensiero e lascia che ti porti nei tuoi percorsi e non in quelli indotti dalla massificazione del pensiero.
Datti ogni giorno una sfida nuova da superare.
 
Letto 10 volte Ultima modifica il Mercoledì, 30 Dicembre 2020 19:36

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Se hai bisogno di scrivere qualunque tipo di documento, dalla lettera alla denuncia, dalla tesi di laurea alla storia della tua vita, ti invito a contattarmi mandandomi una email a oremy@oremy.it spiegandomi di cosa hai bisogno o scrivendomi via whatsapp (no telefonate) al 349 2540661.

Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

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