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Lunedì, 22 Novembre 2021 10:57

L'amore è una cosa seria

L'amore è una cosa seria.
Lunga e difficoltosa.
E non è quello che ti fa raccogliere le briciole di affetto per anni, mentre l'uomo che pensi di amare torna a dormire a casa da sua moglie. Non è quello che ti porta l'amante in casa per anni, salvo poi dirti che lo faceva perché le faceva pena. Siamo tutte d'accordo, vero? L'amore non è una inondazione di bugie per ottenere un po' di sesso. L'amore non è stare insieme dopo un violento tradimento perché altrimenti non si saprebbe dove andare. L'amore è altro. Ma lascio che sia tu a scoprire cos'è.
E a te... A te che mi hai ucciso più volte...
Ti ringrazio per avermi dato ora la possibilità di poter chiudere con il passato e iniziare un nuovo capitolo. Ti ringrazio perché la rabbia che mi hai provocato mi dà la spinta per essere più stronza, e gli schiaffi che hai dato al mio animo mi aiutano a essere più forte. Ti ringrazio perché ho realizzato che ho messo te in primo piano, calpestando io stessa la mia dignità. Ti ringrazio, perché ora so chi sono. E so cosa merito. E so, che merito di meglio di te.
_________ dott.ssa. Emilia Orefice_________
Lunedì, 15 Novembre 2021 15:08

la Sfigata e Fonzie

La ragazza sfigata portava jeans larghi e maglie dalle maniche sfibrate dal nervoso.

Vestiva di scarpe comode e in mano teneva un guinzaglio rosso a cui era attaccato un cane nero.

L’uomo fonzie aveva il giubbotto di pelle, gli occhiali da sole e lo sguardo da duro.

Cavalcava una grosso moto e nel cuore non aveva altro posto che per se stesso.

La sfigata e fonzie una sera di cena di cozze scontrarono i loro sguardi e i loro pensieri, entrambi pensando che avrebbero potuto avere dall’altro qualcosa di buono.

La sfigata dava a dismisura amore, tempo, impegno.

Il fonzie prendeva a dismisura e per riempire il suo vuoto. 

Gli amori “fanno dei giri immensi e poi ritornano”, ma solo quando sono davvero amori.

La sfigata e fonzie non producevano “amore”, ma solo il bisogno l’uno dell’altro.

Un giorno la sfigata, che sfigata non era, aprì gli occhi alla verità. Glieli aprì con un piede di porco di dolore e incredulità, ma doveva vedere. E vide.

Quel giorno fonzie cadde dalla moto del suo ego, ruzzolando rovinosamente con la faccia sull’asfalto, rompendosi il naso e sanguinando copiosamente.

Fu in quel momento che la sfigata capì che aveva altri vestiti sotto i jeans larghi e le maglie sfibrate, solo che non lo sapeva. La sfigata era solo un bruco che non sapeva che sarebbe divenuta farfalla.

In mezzo al dolore e agli strappi dell’anima, la sfigata andò avanti piangendo e urlando dal male fino a che la sua larva apparve con due immense ali blu e bianche.

Fonzie finse fierezza. Fonzie ignorò il dolore che aveva provocato. Fonzie sbraitò ragioni senza senso. Fonzie era stato smascherato e sotto la giacca di belle, gli occhiali da sole e lo sguardo da duro nascondeva un esile scheletro ricoperto di vermi.

Fonzie sapeva che la sfigata non lo era e avrebbe voluto risucchiarle l’anima come un novello Dorian Gray. Fonzie sapeva che lo sfigato era lui, ma nascondeva il riflesso di se stesso nel bruco inconsapevole di se stesso.

Alla sfigata sono spuntate le ali, mentre a Fonzie si è fermato il cuore.

Lunedì, 01 Novembre 2021 11:08

Il pavimento della sala

Il pavimento della sala oggi è lucido e ci vedo passare i miei pensieri come fosse una pista di ghiaccio: scivolano via, si rincorrono e ruzzolano a terra nel tentativo di darsi una spiegazione e un motivo.
Ma come nel ghiaccio che si sta sciogliendo in tutto il mondo, ogni forma di presa sulla ragione si sgretola e mi lascia le mani bagnate di insoddisfazione e di freddo.
Il freddo del ghiaccio dei pensieri passa via, ma resta; è inconsistente, ma ti gela fuori e dentro; è invisibile, ma dio solo sa quanto si stente.
Il pavimento della sala oggi è lucido e i miei pensieri hanno paura di attraversarlo per non sentirsi mancare l'equilibrio e cadere rovinosamente a terra.
Lunedì, 01 Novembre 2021 10:57

La signora dai capelli grigi

La signora dai capelli grigi non aveva più forma nè sostanza.
La vita le aveva prosciugato la gioia anche se quella gioia la stava inseguendo disperatamente da sempre.
La signora dai capelli grigi li avrebbe voluti d'argento e avrebbe voluto che il cuore di suo marito fosse solo per lei.
Ma il cuore di suo marito non gli apparteneva, non gli era mai appartenuto e non avrebbe potuto appartenere a nessuna, perchè lui lo aveva messo sotto chiave. Sotto la chiave dell'infelicità, della paura, della frustrazione.
La signora dai capelli grigi portava avanti il peso dei suoi anni, sempre più pesanti nel peso del suo corpo, sempre più grande di quella piccola testa con i capelli grigi.
Più piccola era la testa rispetto a quel corpo immenso, più i suoi capelli grigi si notavano e brillavano di un desiderio mancato, di una vita disillusa, di un amore tradito.
Il cuore di suo marito batteva solo per se stesso e su se stesso era collassato quel giorno dopo Natale, pieno di quell'amore culinario che inutilmente lei gli voleva dare.
Riempirlo di cibo era la sua dichiarazione d'amore, ma quel cibo chiuse il sangue gelido del gelido marito. Il cuore aveva cercato di fermarsi per dire basta. Un basta definitivo all'amore. Ma quel cuore, per quanto strano, volle vivere ancora. Volle sopravvivere a se stesso e all'amore.
La donna dai capelli grigi osservava quell'uomo. Quell'uomo che da tempo non era più suo marito.
La donna dai capelli grigi osservava triste e senza più intenzione alcuna quell'uomo vecchio che aveva spaccato anche il suo di cuore, nell'inutile tentativo di essere giovane per sempre.

Domenica, 31 Ottobre 2021 21:03

Come fare

Prendi un ostacolo
trattalo male
non farti ferire
non farti fermare

Prendi un inciampo
ridici sopra
non insultarlo
non arrabbiarti

Prendi un cretino
studialo bene
non imitarlo
non ascoltarlo

Prendi la vita
abbracciala tutta
non odiarla
non amarla

Domenica, 22 Novembre 2020 15:36

La Vecchia Cattiva

La vecchia cattiva sbraitava ferocemente insulti e ordini da dietro la dentiera. Odiava il mondo e non perdeva alito per farne critica e rimproveri. La vecchia cattiva non amava e, forse, non era mai stata amata.
Non trovava colpe in se stessa, ma solo negli altri. Non trovava difetti in se stessa, ma solo negli altri.
Puntava il dito su tutti digrignando la dentiera assieme all'occhio stretto.
Lei sa, sapeva e ha sempre saputo come stare al mondo e ora cerca la sua vendetta contro tutti quelli che non l'hanno amata, capita, coccolata, vezzeggiata, adorata.
La vecchia cattiva reclamava vendetta ogni giorno della sua vita e nemmeno i peggiori mali ne fermavano l'acidità.
Un giorno la vecchia cattiva perse la dentiera.
La cercò per tutta la casa senza capire dove fosse finita.
Si ammainò su una poltroncina con lo sguardo basso e le labbra richiuse su se stesse senza più il grigno feroce dei suoi denti falsi.
I suoi mali iniziarono a fare più male; il suo cuore non riusciva più a funzionare; la sua bocca bruciava per tutte le medicine che prendeva; le forze di muscoli e ossa la stavano abbandonando.
E ora anche la dentiera scopriva la verità: il grigno aggressivo si era trasformato in un biascicare incerto tra verbi e aggettivi che non facevano la pace con la memoria e con gli scarsi studi.
La vecchia cattiva, senza i suoi denti finti, lasciava emergere la verità di una persona infelice, sola e frustrata, incapace di essere felice di essere viva e di aver avuto, fino a poco prima, dei denti finti che le conferivano un po' di dignità.
La vecchia cattiva è la miseria umana incapace di amarsi e di amare.
Di fare la pace con se stessa e con il mondo.
Domenica, 24 Luglio 2016 14:37

La borsa coi pupazzi

La "Borsa coi Pupazzi" dalla vetrina mi raccontava di magie, streghe e maghi. Giocolieri ed equilibristi avvolti di colori e stelline impazzivano in quella borsa nella loro staticità.

Lunedì, 11 Luglio 2016 01:26

La donna dai progetti interrotti

La "donna dai progetti interrotti" aveva un lungo abito bianco dove nascondere se stessa, sfere di vetro per nascondere il dolore, case minuscole in cui sognava una vita felice.

Giovedì, 03 Settembre 2015 13:52

Perchè so fare belle foto

►PERCHE' FACCIO BELLE FOTO?◄
perchè so che ogni prospettiva può essere interessante e avere il suo fascino
può stupirti
può darti gioia
può spiazzarti in un incanto di nuove linee
so che le persone quando non le guardi si manifestano, nel bene e nel male
lasciano trasparire i pensieri, le rughe, i ghigni
le persone sono il loro viso, le loro mani, i loro atteggiamenti, le loro posture
come mettono i piedi, i tic che hanno, come mangiano, i rumori che fanno incosapevolmente
se uno fa rumore quando mangia succhiando dita e pietanze, manifesterà sempre un'estrazione bassa per quanto possa atteggiarsi al contrario
come so vedere in un bruto quale Bruto l'eleganza del pensiero quando parla delle sue pipe, di come gli nascono dalle mani e dall'amore per loro
le mani e le rughe
guarda le mani e le rughe di una persona se vuoi capirle
guarda come le usano
guardane l'impaccio o la leggiadria
guarda come accarezzano le mani o come sorridono le rughe
come si muovono le dita sugli oggetti? come si approcciano gli occhi?
sono miopi? sbirciano da sotto o sopra gli occhiali?
sono stretti? guardano altrove? sono vuoti? sorridono? sono tristi?
guarda come veste una persona
quanta accortezza ci ha messo a vestirsi
che colori ha scelto. quali non sceglie mai.
quanto ha cura che i vestiti che ha scelto la valorizzino, difetti compresi
quando una persona non si cura del proprio aspetto, lancia un terribile e angosciante campanello d'allarme!
non si ama! se non si ama, non può amare!
guarda i risvolti di un pantalone, le stringhe delle scarpe, i bottoni della camicia? quanti aperti? quali aperti? tutti chiusi?
quali scarpe raccontano il cammino?
quali principi guidano il vestirsi? la leziosità? la praticità? il dovere di affascinare? il dovere di affascinarsi?
una persona che non si cura non ha deciso di dare più importanza ad altro di più "nobile". è solo morta dentro.
chi è morto dentro è sterile. anche se anela alla vita, se non si ama, non può amare e non può dare vita.
i fiori raccontano uno statico divenire inerme e succube della vita e dell'uomo.
sono "affascinanti" nel loro stare al mondo senza forza, senza vitalità, senza decisionismo
li odio per questo! hanno fatto della bellezza il loro unico punto di forza. ma si sono dimenticati di molto altro
gli alberi non muoverli
hanno un compito: guardarci e giudicarci!
parlano con i rami agitandoli in una gestualità da vecchio avvocato
tra le mille scartoffie scritte nelle loro foglie segnano tutto quello che hanno visto
si ricordano di te. di quando passavi bambino ammirandoli.
a quando hai smesso di guardarli per guardare solo la strada davanti a te.
alza gli occhi. torna a guardare il cielo. anela al cielo. non alla strada.
amo da matti fotografare il mare perchè è vivo!
perchè sa essere docile e rassicurante e all'improvviso impetuoso e pericoloso
violento, assassino. spazza via lo schifo oppure lo riporta a riva
ti riporta quello che gli hai dato perchè tu possa prenderne atto
ti ricorda che la forza del mare va amata, rispettata e mai sottovalutata
i tramonti sono incantevoli. spesso banalizzati.
non sono la fine del giorno. sono il preambolo per il giorno dopo.
illumina poche cose, il tramonto. lascia molto all'immaginazione.
per essere visti dal tramonto ci vuole forza d'animo.
il tramonto ti mostra in una sagoma, in un'ombra
da quell'ombra deve venire il meglio di te. anche se sei solo una conchiglia sulla spiaggia.
le città? sporche, vive, morte, desolate, affollate
le città siamo noi con le nostre pochezze
con i cestini dei rifiuti ricolmi di quello che non vogliamo, che abbiamo scartato
con i muri imbrattati dei nostri pensieri dai più infimi ai più elevati...
ma sempre con un impeto violento e faticoso di farsi disperatamente ascoltare
le panchine desolate raccolgono le fatiche dei passi e delle preoccupazioni
lanciano sguardi da acquario tra le persone aspettando una definitiva divinazione
un vecchio con il bastone accompagnato da uno un po' meno vecchio
un figlio accompagna a braccetto il padre
sa che presto toccherà anche a lui trovare un figlio compiacente
ci leghiamo alle persone disperatamente nella ricerca di un bastone
di una parola buona. dell'autostima che non abbiamo
cerchiamo di cancellare la paura avvinghiandoci all'altro
la paura non svanisce. resta. ma possiamo darne colpa ad altri.
se cadremo, sarà colpa di chi non ci ha sorretto
se il bastone si rompe, sarà colpa del bastone
se moriremo, sarà colpa di questo mondo bastardo
il cibo: il demonio del terzo millennio!
ci affascina, ci rende succubi, ci fa credere migliori perchè lo scegliamo migliore
ci fa dimenticare che non scegliamo di vivere noi al meglio
ci fa dimenticare che una sana alimentazione non ci salverà da una velenosa esistenza
lo guardo, lo fotografo, lo assaporo. nelle foto non lo vedo più come lo vedevo.
non mi affama, non si fa gustare... torna a essere un feticcio!
il feticcio che domina questa società nella sua mancanza o nella sua sovrabbondanza
ci fanno credere che lo scegliamo. ci lludono che gli diamo valore.
il cibo ci domina e ci rende succubi: ci vuota il cervello e ci riempie lo stomaco.
maiali addomesticati da masterchef.
la musica.. sai fotografare la musica?
guardala nell'espressione dei musicisti! cogli gli occhi chiusi, le guance gonfie, le dita contratte
la musica si vede!
e gli animali? corrono, saltano, strisciano, sporcano
sono animali. loro stessi. senza remore non hanno paura di sembrare altro
fotografarli non è sempre facile!
troppo veloci, troppo lontani, troppo piccoli, troppo irruenti
gli animali non si fermano, non li cambi. sono loro e così resteranno
non una copia di noi a forma di animali. noi siamo la degenerazione dell'animale-uomo
oggetti: manufatti umani, manufatti industriali
da soli sono soli. insieme compongono storie.
quali storie nei tuoi oggetti? come metti le foto in casa tua? quali foto scegli?
cosa scegli di collezionare? cosa scegli di mettere in soffitta e cosa di tenere in vista?
li ami gli oggetti? o ne hai soggezione? o gli attribuisci più valore del loro valore?
dimmi cosa collezioni e ti dirò chi sei!
dimmi come ti comporti con gli oggetti e ti dirò chi sei.
ama gli oggetti e abbi il coraggio di non affezionartici.
sono la proiezione di ideali che non raggiungiamo e deleghiamo in loro.
dobbiamo guardare e vedere.
dobbiamo imparare a guardare e vedere.
perchè solo guardando e vedendo, potremo capire.

Domenica, 04 Gennaio 2015 22:07

Istanti di grandezza

la grandezza della cose ti sfiora distrattamente
alleggerisce con un soffio un istante della tua vita
ti volti stordito incapace di cogliere quell'istante
bisogna allenarsi a far durare di più quell'istante

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Scrivo bene per te

Se hai bisogno di scrivere qualunque tipo di documento, dalla lettera alla denuncia, dalla tesi di laurea alla storia della tua vita, ti invito a contattarmi mandandomi una email a oremy@oremy.it spiegandomi di cosa hai bisogno o scrivendomi via whatsapp (no telefonate) al 349 2540661.

Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

Se non sai come scriverlo, o vorresti scriverlo meglio: contattami e ti dirò come fare!

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