#oremylottapervoi


Emilia Orefice - comunicatrice - Il favoloso mondo di oremì
Venerdì, 29 Dicembre 2017 17:36

Meta distrutta

ti vedo in gran forma webbina. Ti sei data una meta e l'hai distrutta

Angelo Meschini

Giovedì, 24 Agosto 2017 17:48

Sii

sii semplice come la poesia
sii feroce come la saggezza
sii determinato come la calma

Lunedì, 08 Maggio 2017 09:55

Il dolore psicologico

Nessuno ci insegna quanto fa male il dolore psicologico.
Quanto battute, cattiverie morali, derisioni, bullismo, mobbing... possano far male più di mille ferite della carne!
Crediamo che deridere una persona sia buffo.
Crediamo che il pettegolezzo contro una persona sia un passatempo.
Crediamo che isolare una persona sia legittimo.
Crediamo che diffamare una persona sia una giusta vendetta.
Crediamo che prendere in giro su FB qualcuno sia un passatempo divertente.
Non arriviamo a comprendere l'immenso dolore che si può provare.
Un dolore che lacera e non va via con la tintura di iodio.
Un dolore che ti inchioda i pensieri a un angolo della vita.
Un dolore di cui gli altri ridono. E tu vorresti solo morirne.

Giovedì, 16 Marzo 2017 08:13

Amo me

Amo essere una Donna atipica e non preconfezionata
Amo essere una persona fragile e sensibile.
Amo essere una poderosa scassaballe.

Amo le persone come me che piangono spesso.
Amo le persone come me che si arrabbiano spesso.
Amo le persone come me che dicono di no spesso.

Amo avere la dignità delle mie debolezze.
Amo avere la dignità di un pianto in pubblico.
Amo avere la dignità della rabbia urlata.

Amo chi sono. Con debolezze e coraggio.

Sabato, 25 Febbraio 2017 20:28

L'autostima

Video collegato

Venerdì, 24 Febbraio 2017 15:00

Abolisci il senso di colpa

Video collegato

Venerdì, 24 Febbraio 2017 14:53

Devi dire NO

Video collegato

Venerdì, 24 Febbraio 2017 14:38

Cara Emilia - video

Video collegato

Mercoledì, 08 Febbraio 2017 16:09

La modestia

MODESTIA
Il talento di nascondere con capziosità la propria mancanza di talento.

Sabato, 04 Febbraio 2017 09:46

Cara Emilia, ti voglio bene

Cara Emilia,
ti voglio bene, sai?

Non te l'ho davvero mai detto, ma te ne voglio.
Non smetti mai di stupirmi! La tua irruenza e la tua saggezza sono una contraddizione speciale. A volte non si sa come tenerti a freno... a volte sei inchiodata nelle tue idee che tentare di spostarti è una fatica ercolina. Eppure vai avanti! Sempre e comunque. Hai imparato a non andare di fretta per non fare "gattini ciechi". Quanta fatica per impararla. Quanto ancora devi sforzarti per calmare la tua voglia di "tutto e subito". Ma sulle spalle, sulle braccia, i polsi, le cosce.. quanti segni... quanti tagli... quante cicatrici... quanto ci hai digrignato i denti e poi pianto e poi ancora digrignato i denti su quelle ferite... su quei tagli... su quelle copiose gocce rosse....

Cara Emilia,
ti voglio un mondo di bene. Perchè sei l'unica a non avermi mai deluso o amareggiato. Perchè sei quella che mi è stata più vicino anche nei momenti più neri del nero. Quello dove il nero non è un colore, ma la disperazione dell'anima. Mi spaventi in quei momenti perchè la stessa gioia di vivere che hai... si trasforma in un bazooka di auto-distruzione. Lì ho paura e vorrei abbracciarti per dirti di non aver paura. Perchè il nero prima o poi si schiarisce... Ma tu non ascolti in quei momenti. Non ti si prende più. Punti il nero come obiettivo. Ma lo sai, dentro di te, che quando avrai centrato quel nero obiettivo, lo spaccherai per tornare alla luce.

Cara Emilia,
ti ho visto sai? Ti ho visto piangere lacrime senza forza nelle braccia. Lacrime di ferocia tra i denti. Lacrime di gioia che si contraggono in smorfia per un sorriso riconquistato. Ti ho visto cadere, strisciare, affondare gli occhi nel fango, puntare i piedi e i pugni, rialzarti sui gomiti, sulle ginocchia, lasciando scivolare gocce di terra dal viso e dai capelli.Ti ho visto piangere e ridere con gli occhi di chi sa che ha la forza di rimettersi in piedi.

Cara Emilia,
unisci i tuoi puntini. Non hai idea del disegno che ne verrà fuori. Tante cose prendono senso e tante ancora non ce l'hanno. Ma tu uniscili fino alla fine. Tanto lo so che lo sai. Quel disegno, alla fine della fine dei puntini daranno un disegno di meraviglia per chi ti ha visto, per chi sentirà i tuoi racconti, per chi sentirà i racconti di te.

Cara Emilia,
non avrei potuto desiderare una persona più tosta con cui confrontarmi tutti i giorni della mia vita.

Grazie che sei ancora qui.

Lunedì, 23 Gennaio 2017 21:35

#SiamoSanremo

Giovedì, 15 Dicembre 2016 17:13

Tutti sanno

tutti sanno il dolore di loro stessi
tutti sanno il gusto delle loro lacrime
tutti sanno il peso delle loro fatiche
tutti se ne fregano se sono quelli degli altri

Mercoledì, 23 Novembre 2016 14:23

Solchi

Non puoi camminare nel solco di un altro se non hai le sue gambe, i suoi piedi, le sue energie, la sua determinazione...
Non osare camminare nei solchi degli altri o inciamperai negli ostacoli che l'altro ha saputo saltare ed evitare.

Mercoledì, 16 Novembre 2016 12:30

Diamante affilato

Diamante MOLTO affilato, ci si taglia se non lo si sa prendere, ma, se lo si sa guardare, abbaglia con i suoi riflessi di luce.

Luca Traversa

Martedì, 25 Ottobre 2016 17:24

A te!

A TE!
che della mia "stranezza" ne hai fatto uno scudo per proteggerti dai paletti che ti costringono in movimenti sempre limitati e uguali.
A TE!
che mi ammiri e mi temi e fai finta di disprezzarmi perchè i miei pensieri volano così alti che, cercando di guardarli, ti accechi.
A TE!
che hai bisogno di sovrastrutture per reggerti in piedi, mentre io sono affascinata dalla vertigine che mi danno i miei sogni.
A TE!
che purtroppo non potrai mai essere me.

Video collegato

Venerdì, 14 Ottobre 2016 12:52

Conosco una webba

Conosco una webba
Una appassionata di pipa
Una di moto
Una di letteratura
Una di musica
Una di cibo
Una di sesso
Un fiore delicato che ha la forza di sfondare il cemento per spuntare e prendersi il suo sole

Simone Calabrò

Giovedì, 29 Settembre 2016 15:11

#stronzemavere

"STRONZA come tutte le persone DAVVERO BUONE (non buoniste), cioè con un grande cuore che però non viene né capito, né rispettato."
Grazie Luca Traversa

Mercoledì, 10 Agosto 2016 23:03

La Pioggia su Cattolica

Taci. Sulle rive
di Cattolica non odo
parole che dici
veritiere; ma odo
parole non nuove
che parlano fifa e viltà
altere.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove sulle ferie
immeritate e scarse,
piove sui pini
marittimi e irti,
piove sugli spirti
codardi,
su le moto abbandonate
con muffe puzzolenti,
dei tuoi avvelentamenti
di paura annebbiate,
piove sui nostri volti
lontani,
piove sulle nostre mani
intime,
sui nostri vestimenti
levati,
sui cupi pensieri
che l'anima schiude
severa,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che OGGI TI ILLUDE,
o Coglione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
armonia
che il pc la porta via
e varia nell'aria
secondo i ricordi
più radi, men radi.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
dei Camaleonti
che il pianto dei confronti
non impaura,
nè il ciel cattolichino.
E il pino
ha un suono, e gli spirti
altro suono, e il mio cuore
altro ancora, stromenti
diversi
sotto il dolore.
E immersi
noi siamo nello spirto
doloroso,
d'inutile vita viventi;
e il tuo volto nascosto
è serio di infelicità
come un condannato,
e i tuoi occhi
nascondi come
i fari spenti,
o uomo malevolo
che hai nome
Coglione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle nostre anime
a poco a poco più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi mesce
più roco
che di laggiù sale,
dalla triste bugia ipocrita.
Più roco e più triste
s'allarga, si accende,
risorge, si infiamma, mi uccide.
Non s'ode calma dal mare.
Ora s'ode su tutti gli scogli
impazzare
l'onda feroce
che monda,
l'onda che varia
secondo lo scoglio
più piena, pen piena.
Ascolta.
La figlia d'amore
è muta; ma la figlia
di difesa menzogna,
la viltà,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa perchè, chi sa perchè!
E piove sul tuo cuore,
Coglione.

Piove sul tuo cuore nero
sìche par tu vinca
ma di inganno; non pervinca
ma quasi decadente,
par da vincitore il tuo torto.
E tutto il passato è in noi morto
agonizzante,
il cuor nel petto è come ritorto
infame,
tra le palpebre gli occhi
sono come polle tra l'erbe,
i denti tra le labbra
son come lama taglienti.
E andiamo di giorno in giorno
ora in guerra ora calmi
(e il grigio sentimento ucciso
ci allaccia i pensieri
ci sveglia le notti)
chi sa perchè, chi sa perchè!
piove sui nostri volti
seri,
piove sulle nostre mani
intime,
sui nostri vestimenti
levati,
sui cupi pensieri
che l'anima schiude
severa,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che OGGI TI ILLUDE,
o Coglione.

Giovedì, 04 Agosto 2016 18:29

Viaggio interrotto

Così: a mezz'asta come una bandiera in un giorno triste, come un respiro interrotto da un singhiozzo, come una finestra socchiusa a fine ottobre... Con un inizio preciso, ma con una fine improvvisa, senza la pace di un amen, senza il click della lampada del comodino. Un viaggio stroncato dal 'clunk' di un pensiero terrorizzato incapace di azione e decisione.
Ho fatto un lungo e intenso viaggio nei tuoi pensieri: ho visto il gelo e il fuoco, la pace e la tempesta, l'odio e l'amore. In un viaggio incostante, fatto di tappe casuali, ho ammirato tutto di te e di te con me. Un otto volante di emozioni che lasciano il cuore in gola, gli occhi sbarrati e quel desiderio di ricominciare. Lo chiamano "il male del marinaio": quando approda si volta nostalgico alla sua nave ripensando alla partenza. Non siamo marinai. Siamo viaggiatori inesauribili delle emozioni umane. Il nostro viaggio sono i sentimenti.

Lunedì, 01 Agosto 2016 21:01

La Verità

La Verità che si nasconde nelle chiacchiere delle comari
La Verità che si nasconde nelle bugie dei vigliacchi
La Verità che si nasconde nella rabbia degli offesi

La Verità è un pane che non tutti possono masticare
La Verità è un succo che disseta gli onesti
La Verità è un dolce amaro quando urla e ti sbatte al muro

La Verità ti inchioda con le gambe al suolo
La Verità ti scruta gli occhi senza vergogna
La Verità ti annusa la paura che emani

Nella Verità avrai sete e fame di Giustizia
Nella Verità troverai la soddisfazione che cercavi
Nella Verità illuminerai il tuo cammino

Senza Verità i sonni non sono sereni
Senza Verità gli amori non sanno amare
Senza Verità te stesso non hai dignità

Lunedì, 01 Agosto 2016 17:56

Ho un trono di cartone

Ho un trono di cartone
da cui osservo immobile il mondo
Ho un trono di cartone
su cui conservare le mie idee
Ho un trono di cartone
per circondarmi di sudditi fasulli

Ho un castello di carte
dove gli amici non entrano da anni
Ho un castello di carte
da dove mio figlio scappa velce
Ho un castello di carte
dove nascondermi dal mondo

Ho una spada di plastica
con cui non so difendermi
Ho una spada di plastica
con cui non ho saputo difenderli
Ho una spada di plastica
e non serve a niente

Domenica, 24 Luglio 2016 14:37

La borsa coi pupazzi

 

La "Borsa coi Pupazzi" dalla vetrina mi raccontava di magie, streghe e maghi. Giocolieri ed equilibristi avvolti di colori e stelline impazzivano in quella borsa nella loro staticità.
Quella staticità mi affascinava e mi allontanava. La volevo e non la volevo. Quante monete per quei pupazzi sulla borsa sarebbero servite. Tante, tantissime... troppe per me. Sono mamma e moglie. Sono una brava mamma e una brava moglie. Troppe monete. Quante monete. Basta contare le monete! Non conto le monete e la borsa non mi piace. Tanto domani non varrà più niente.

Bugie che crescono nell'animo per anni e anni.
Quei pupazzi danzano nella mia testa ancora incessantemente.
Danzano leggiadri e hanno tante magie per me, tante meraviglie da regalarmi. Come faccio a vivere senza la "Borsa coi Pupazzi"?

Ma la "Borsa coi Pupazzi" è solo un capriccio: un simbolo vano di vanità. Qui tra le mie mani la "Borsa coi Pupazzi" ha solo statici disegni immobili con nessuna magia. Nessuna gioia. La mia vita non è cambiata tenendo in mano la "Borsa coi Pupazzi": non mi sta bene, è corta... l'ho già dovuta riparare.

Ho inseguito per 20 anni la "Borsa coi Pupazzi"... per scoprire che ero io il pupazzo in loro balia.

Giovedì, 21 Luglio 2016 19:40

La sincerità e il cuore

"Dalla webba si accetta tutto, dal momento che lo dice col cuore"
Sergio Pipa-Ritmo Dorigo

Lunedì, 11 Luglio 2016 01:26

La donna dai progetti interrotti

La "donna dai progetti interrotti" aveva un lungo abito bianco dove nascondere se stessa, sfere di vetro per nascondere il dolore, case minuscole in cui sognava una vita felice.

La "donna dai progetti interrotti" milleuno ne aveva fatti da quando era una "bimba dai progetti infiniti": vivere la vita degli altri grandi di cui leggeva e vedeva nel paese.

La "donna dai progetti interrotti" progettava su se stessa le vite interessanti degli altri e non notava che le calzavano male e fuori misura nei fianchi, nelle maniche... vestiti non suoi in cui voleva entrare per forza.

La "donna dai progetti interrotti" interrompeva fidanzatini non adeguati alle sue aspettative, studi, gravidanze, lavori, passioni e felicità.

La "donna dai progetti interrotti" soccombeva sotto la sua necessità di progetti. Senza sapere che il progetto a cui avrebbe dovuto dedicarsi era "trovare se stessa".

La "donna dai progetti interrotti" non interromperò la catena di dolore. Quello sarà l'unico progetto non interrotto iniziato così tanto tempo prima.

Mercoledì, 06 Luglio 2016 11:04

Beatitudini

Beati quelli che non si nascondono.
Beati quelli che sanno urlare rabbia e dolore.
Beati quelli che non abbassano lo sguardo.
Beati quelli che stringono carezze nei pugni.
Beati quelli che piangono dicendo la verità
Beati quelli che vivono vivendo.
Beati quelli che non si arrendono.
Beati quelli che non si accontentano degli scarti.
Beati quelli che la forza la trovano in loro stessi.
Beati quelli che i "normali" non li capiscono.
Beati quelli che sorridono davanti alle piccolezze umane.
Beati quelli che amano le persone e non i ruoli.
Beati quelli che come me non hanno paura di chi vuole sotterrarli con falsi valori.

Lunedì, 04 Luglio 2016 15:06

Stelle, pianeti e satelliti

Esistono 3 tipi di persone.
Le Stelle, i pianeti e i satelliti.
Le Stelle hanno luce, calore e una energia immensa.
I pianeti vivono di luce riflessa. Senza una stella diventano freddi e bui.
Un satellite ha bisogno di un pianeta per avere un'orbita da seguire perché senza non esisterebbe.

Martedì, 21 Giugno 2016 17:52

La mia FAMIGLIA

La mia FAMIGLIA mi ha insegnato che i più forti vengono sempre fuori. Che vanno avanti, non indietro. Che solo andando avanti si migliora. Chi resta fermo fa la muffa. La mia FAMIGLIA mi ha insegnato che in tutte le epoche le Teste in gamba sono emerse e hanno fatto grandi cose. Per la gente in gamba non esistono strada da seguire. Esistono strade da costruire.
La mia FAMIGLIA mi chiama per nome di battesimo e non con il titolo di "mia figlia". Perché la FAMIGLIA non ha bisogno di titoli anagrafe, ma di persone con pregi e difetti. La mia FAMIGLIA non si fa scrupoli a dirsene di tutti i colori. A lanciarsi i piatti dietro. A urlarsi contro le peggio nefandezze. La mia FAMIGLIA non ha abitudini. Lo straordinario è ordinario. La mia FAMIGLIA sa quando uno è incazzato. La mia FAMIGLIA è concreta e sa che babbo Natale non esiste. La mia FAMIGLIA ha cambiato casa e lavoro più volte di quanto tre persone facciano in una vita. La mia FAMIGLIA non sa che giochi volevo da piccola, ma sa affrontare la vita. La mia FAMIGLIA pare il carrozzone degli zingari, ma ha radici invisibili e libere che le altre famiglie non capiscono. La mia FAMIGLIA è quel posto da dove scappo dopo un'ora, ma dove so tornare quando mi servono parole e consigli intelligenti. La mia FAMIGLIA è così strana che mi rende incomprensibili le altre. Però, se dai frutti riconosci la qualità dell'albero, quasi quasi la preferisco a quelle che hanno la torta calda tutte le domeniche.

Sabato, 21 Maggio 2016 12:00

Peperoncino sei come me

Peperoncino sei come me.

Bello da vedere tutto colorato: i colori del sole!
Se lo assaggi è una botta nella bocca e nello stomaco: gusto deciso!
Quello terronico italiano è persistente: non te lo scordi facilmente!
E' una droga: quando l'hai assaggiato, non puoi più farne a meno!

 

Martedì, 10 Maggio 2016 16:10

Costanza

Una serena costanza è il miglior allenamento.
Il sorriso davanti agli inciampi è un ottimo cerotto.

Sabato, 23 Aprile 2016 10:26

Il talento

talento: l'arte di far sembrare facili e naturali le cose difficili.

se sai farlo prima di studiarlo: hai talento.
se studi prima di farlo: il talento può essere compromesso.
se insegui un talento: non hai talento.
se il talento ti scopre: hai talento.

il talento ti abbraccia. 
se tu abbracci il talento: non hai talento.

non inseguire il talento degli altri: accogli il tuo. 
ce l'hai.

Venerdì, 01 Aprile 2016 20:49

Umanità

"Sei come dovrebbero essere le persone normali... avrai tanti difetti, ma hai il pieno di umanità..."
MC

Martedì, 15 Marzo 2016 10:35

Conservare

Conservare le cose scadenti nella speranza che possano servire un giorno a qualcosa, è come sedersi sul divano e aspettare che la vita diventi interessante.

Sabato, 05 Marzo 2016 14:56

Le Cose si fanno succedere

C'è chi si lamenta delle cose che non succedono.
E chi fa succedere le cose.

Venerdì, 04 Marzo 2016 11:31

Essere diversi

essere diversi è una scelta.
uno è diverso perchè vede quello che lo circonda e non gli piace.
è una scelta. non un caso

Giovedì, 03 Marzo 2016 16:46

Dicono che il FUMO Faccia Male

E soprattutto lo dicono ai giovani, ai giovanissimi.... che non si sognino di farsi del male con una sigaretta... o, meglio, con un buon toscano o una pipata con qualche miscela d'autore.
Ma non lo dicono ai giovani che lo stress della vita che faranno gli farà molto più male? Passare da un lavoro all'altro, senza mai una certezza. Racimolare le monete per unire pranzo e cena. Mangiare cibi economici tedeschi dei discount per risparmiare qualche decina d'euro al mese. Ridurre al minimo le cure mediche per risparmiare qualche soldino. I denti saranno i primi a cadere. E gli incubi la notte? Perchè si avvicina la fine del mese e la fine delle monetine in banca è molto più vicina. E cosa è una vita spesa a cercare solo di sopravvivere? Mai una gita, mai un cinema, mai un concerto... solo mp3 e film scaricati dal torrent. Da consumare sul divano con una birra (sempre del discount) per avere una parvenza di "vita". Una involuzione culturale. Perchè la cultura costa. E perchè per aver voglia di dedicarcisi bisogna avere un po' di tempo e uno stato d'animo minimamente sereno. Se hai da pagare le bollette e non hai soldi, lo stato d'animo non è dei migliori per avvicinarsi a una cosa "inutile" che non porta pane sotto i denti (marci perchè non li hai curati).
Beh... moriremo giovani lo stesso. Uccisi dallo stress e dalla società. Ma lo Stato sarà sereno perchè non ci avrà ucciso la nicotina.
Sia.

ricordarsi che la vita è una botta di fatica
ricordarsi che si piangerà (tanto)
ricordarsi che nessuno è un tuo possesso
ricordarsi che l'amore finisce
ricordarsi che pure i soldi finiscono
ricordarsi che non esistono principi azzurri
ricordarsi che non esistono vite perfette da mulino bianco
ricordarsi che quando si cade ci si rialza senza tante storie
ricordarsi che si muore (figli, genitori, sposi, amici..)
ricordarsi che il mondo non ce l'ha con te
ricordarsi che quando finisce un capitolo, inizia solo il successivo
ricordarsi che un oggetto è solo un oggetto
ricordarsi che gli amici vanno curati se te li vuoi trovare
ricordarsi che nessuno ha obblighi verso di te
ricordarsi che tu sei il primo che deve amarsi
ricordarsi che le cose rotte si buttano senza drammi
ricordarsi che ammettere gli errori è solo un atto intelligente

Venerdì, 11 Dicembre 2015 23:03

Stimo le donne

stimo le donne che sanno dire di no
stimo le donne che vanno in moto
stimo le donne che fumano la pipa
stimo le donne che sanno dare un pugno con lo smalto
stimo le donne che non trattano i mariti come bancomat
stimo le donne che non si trattano come colf
stimo le donne che sanno scrivere i loro pensieri
stimo le donne che hanno pensieri personali
stimo le donne che ignorano cosa sia il gossip
stimo le donne che non devono essere sempre accompagnate
stimo le donne che ignorano di essere donne e sanno solo di essere loro stesse

Venerdì, 11 Dicembre 2015 23:02

Stimo gli uomini

stimo gli uomini che non temono la loro sensibilità
stimo gli uomini che abbracciano le donne
stimo gli uomini che sanno di essere solo uomini
stimo gli uomini che accarezzano i cani
stimo gli uomini che rispettano le donne
stimo gli uomini che non cercano una colf per moglie
stimo gli uomini che soffrono per non far soffrire
stimo gli uomini che non cercano una seconda madre per moglie
stimo gli uomini che non aprono la porta ma sorridono sinceri
stimo gli uomini che ti trattano come una persona e non come una "donna"
stimo gli uomini che non devono dimostrare di essere uomini

Sabato, 05 Dicembre 2015 13:57

Non credevo

"Sei una gran brava persona, non lo avrei mai detto"
Matteo Stefani

Mercoledì, 28 Ottobre 2015 15:59

Parole al vento

"Emilia una totale idiosincrasia per le parole al vento"
AP

Giovedì, 15 Ottobre 2015 15:03

Cara Nonna

Cara Nonna,

da quando sei morta io non ti ho mai conosciuta.
677 giorni ci hanno tolto la possibilità di prenderci per mano, di annusarci e di passarci Qualcosa.
677 giorni mi hanno impedito di conoscere chi mi ha dato il suo nome, i suoi occhi e le sopracciglia a disegnare le espressioni di gioia, tristezza, disperazione, stupore...
677 giorni per darmi la voglia per tutta una vita di sapere com'eri davvero.
Resti lì, fissa nella più famosa delle tue fotografie: in posa dal fotografo, seria e profonda.
I pensieri si scorgono e fanno capolino, ma restano intrappolati in quelle tonalità di grigio che il tempo persiste a conservare. Cosa pensavi? Mi pensavi? Sapevi già che ci sarei stata? Qui, con il tuo nome e i tuoi occhi. Con le cose più importanti di me che tu avevi già.
Ma tu chi eri?
Resto qui... 38 anni ancora dopo.. a immaginare quali passi percorrevi, con che andatura. Sicura e veloce? Lentamente pacata per raggiungere ogni meta? Come si muoveva il tuo corpo voltandoti a rispondere alla mia mamma? Con che movimenti delle labbra, degli zigomi, degli angoli degli occhi le sorridevi? Come le parlavi di me? Di come mi avrebbe dovuto crescere?
Che voce avevi, Nonna? Come suonava il tuo accento? Le tue doppie erano marcate pesantemente? Parlavi in dialetto? O in un affaticato italiano post-bellico? O il tuo lavoro da impiegata ti aveva già elevata a un eloquio corretto e scorrevole? Com'era la tua voce, Nonna? Cupa? Acuta? E le parole come scorrevano tra le tue labbra? Scandite? Veloci? Smangiucchiate dalla fretta delle millemila cose da fare per la famiglia? Come avrebbe suonato la tua voce sulle mie ginocchia sbucciate da una caduta improvvisa? Che musica mi avresti usato nelle tue parole per consolarmi delle prime delusioni della vita?
Resti ferma, in quella foto e in poche altre. Immobile. Come se a te il movimento non fosse destinato. Come se alzare un braccio nella tua vita non fosse stato mai permesso.
Così... per una vita ti ho pensata così. Ferma. Pensierosa. Con uno sguardo micidialmente intelligente. Ti somiglio? Abbiamo lo stesso carattere? Cosa ho preso da te? La determinazione? La passione? Il violento istinto di protezione per gli affetti? Cosa?
Non so chi sei. Non so chi sei stata. Ma le domande su di te si sono sovrapposte e stratificate nei miei anni. Con questo nome che tanto ho odiato. Ma che ora amo così tanto da farmelo incidere sulla schiena. Perchè quel nome era tuo, ma ora è mio e non me lo toglierà nessuno. Perchè quel nome mi ha aperto le acque come un novello Mosè tra le Sara, le Maria, le Laura...
Quel nome mi risuona nella testa solo per me. Grazie per avermelo conservato e donato. Assieme ai tuoi occhi. E a quell'intelligenza che ancora solo immagino.

Mercoledì, 14 Ottobre 2015 22:35

Dolore

Dolore, amico della vita. Che non mi abbandoni nemmeno quando rido e mi diverto. Dolore vigliacco che mi laceri mentre dormo, mentre penso ad altro. Mentre canto e mentre lavoro. Dolore infimo e stronzo. Lasciami vivere.

Giovedì, 01 Ottobre 2015 16:34

Ti amo

sono felice
perchè ho braccia per abbracciarti
gambe per avvinghiarmi a te
la bocca per cantarti le mie parole
orecchie per ascoltare i tuoi sentimenti
un cervello per entrare in empatia con te
un cuore per non dimenticarmi le cose importanti

Giovedì, 03 Settembre 2015 13:52

Perchè so fare belle foto

►PERCHE' FACCIO BELLE FOTO?◄
perchè so che ogni prospettiva può essere interessante e avere il suo fascino
può stupirti
può darti gioia
può spiazzarti in un incanto di nuove linee
so che le persone quando non le guardi si manifestano, nel bene e nel male
lasciano trasparire i pensieri, le rughe, i ghigni
le persone sono il loro viso, le loro mani, i loro atteggiamenti, le loro posture
come mettono i piedi, i tic che hanno, come mangiano, i rumori che fanno incosapevolmente
se uno fa rumore quando mangia succhiando dita e pietanze, manifesterà sempre un'estrazione bassa per quanto possa atteggiarsi al contrario
come so vedere in un bruto quale Bruto l'eleganza del pensiero quando parla delle sue pipe, di come gli nascono dalle mani e dall'amore per loro
le mani e le rughe
guarda le mani e le rughe di una persona se vuoi capirle
guarda come le usano
guardane l'impaccio o la leggiadria
guarda come accarezzano le mani o come sorridono le rughe
come si muovono le dita sugli oggetti? come si approcciano gli occhi?
sono miopi? sbirciano da sotto o sopra gli occhiali?
sono stretti? guardano altrove? sono vuoti? sorridono? sono tristi?
guarda come veste una persona
quanta accortezza ci ha messo a vestirsi
che colori ha scelto. quali non sceglie mai.
quanto ha cura che i vestiti che ha scelto la valorizzino, difetti compresi
quando una persona non si cura del proprio aspetto, lancia un terribile e angosciante campanello d'allarme!
non si ama! se non si ama, non può amare!
guarda i risvolti di un pantalone, le stringhe delle scarpe, i bottoni della camicia? quanti aperti? quali aperti? tutti chiusi?
quali scarpe raccontano il cammino?
quali principi guidano il vestirsi? la leziosità? la praticità? il dovere di affascinare? il dovere di affascinarsi?
una persona che non si cura non ha deciso di dare più importanza ad altro di più "nobile". è solo morta dentro.
chi è morto dentro è sterile. anche se anela alla vita, se non si ama, non può amare e non può dare vita.
i fiori raccontano uno statico divenire inerme e succube della vita e dell'uomo.
sono "affascinanti" nel loro stare al mondo senza forza, senza vitalità, senza decisionismo
li odio per questo! hanno fatto della bellezza il loro unico punto di forza. ma si sono dimenticati di molto altro
gli alberi non muoverli
hanno un compito: guardarci e giudicarci!
parlano con i rami agitandoli in una gestualità da vecchio avvocato
tra le mille scartoffie scritte nelle loro foglie segnano tutto quello che hanno visto
si ricordano di te. di quando passavi bambino ammirandoli.
a quando hai smesso di guardarli per guardare solo la strada davanti a te.
alza gli occhi. torna a guardare il cielo. anela al cielo. non alla strada.
amo da matti fotografare il mare perchè è vivo!
perchè sa essere docile e rassicurante e all'improvviso impetuoso e pericoloso
violento, assassino. spazza via lo schifo oppure lo riporta a riva
ti riporta quello che gli hai dato perchè tu possa prenderne atto
ti ricorda che la forza del mare va amata, rispettata e mai sottovalutata
i tramonti sono incantevoli. spesso banalizzati.
non sono la fine del giorno. sono il preambolo per il giorno dopo.
illumina poche cose, il tramonto. lascia molto all'immaginazione.
per essere visti dal tramonto ci vuole forza d'animo.
il tramonto ti mostra in una sagoma, in un'ombra
da quell'ombra deve venire il meglio di te. anche se sei solo una conchiglia sulla spiaggia.
le città? sporche, vive, morte, desolate, affollate
le città siamo noi con le nostre pochezze
con i cestini dei rifiuti ricolmi di quello che non vogliamo, che abbiamo scartato
con i muri imbrattati dei nostri pensieri dai più infimi ai più elevati...
ma sempre con un impeto violento e faticoso di farsi disperatamente ascoltare
le panchine desolate raccolgono le fatiche dei passi e delle preoccupazioni
lanciano sguardi da acquario tra le persone aspettando una definitiva divinazione
un vecchio con il bastone accompagnato da uno un po' meno vecchio
un figlio accompagna a braccetto il padre
sa che presto toccherà anche a lui trovare un figlio compiacente
ci leghiamo alle persone disperatamente nella ricerca di un bastone
di una parola buona. dell'autostima che non abbiamo
cerchiamo di cancellare la paura avvinghiandoci all'altro
la paura non svanisce. resta. ma possiamo darne colpa ad altri.
se cadremo, sarà colpa di chi non ci ha sorretto
se il bastone si rompe, sarà colpa del bastone
se moriremo, sarà colpa di questo mondo bastardo
il cibo: il demonio del terzo millennio!
ci affascina, ci rende succubi, ci fa credere migliori perchè lo scegliamo migliore
ci fa dimenticare che non scegliamo di vivere noi al meglio
ci fa dimenticare che una sana alimentazione non ci salverà da una velenosa esistenza
lo guardo, lo fotografo, lo assaporo. nelle foto non lo vedo più come lo vedevo.
non mi affama, non si fa gustare... torna a essere un feticcio!
il feticcio che domina questa società nella sua mancanza o nella sua sovrabbondanza
ci fanno credere che lo scegliamo. ci lludono che gli diamo valore.
il cibo ci domina e ci rende succubi: ci vuota il cervello e ci riempie lo stomaco.
maiali addomesticati da masterchef.
la musica.. sai fotografare la musica?
guardala nell'espressione dei musicisti! cogli gli occhi chiusi, le guance gonfie, le dita contratte
la musica si vede!
e gli animali? corrono, saltano, strisciano, sporcano
sono animali. loro stessi. senza remore non hanno paura di sembrare altro
fotografarli non è sempre facile!
troppo veloci, troppo lontani, troppo piccoli, troppo irruenti
gli animali non si fermano, non li cambi. sono loro e così resteranno
non una copia di noi a forma di animali. noi siamo la degenerazione dell'animale-uomo
oggetti: manufatti umani, manufatti industriali
da soli sono soli. insieme compongono storie.
quali storie nei tuoi oggetti? come metti le foto in casa tua? quali foto scegli?
cosa scegli di collezionare? cosa scegli di mettere in soffitta e cosa di tenere in vista?
li ami gli oggetti? o ne hai soggezione? o gli attribuisci più valore del loro valore?
dimmi cosa collezioni e ti dirò chi sei!
dimmi come ti comporti con gli oggetti e ti dirò chi sei.
ama gli oggetti e abbi il coraggio di non affezionartici.
sono la proiezione di ideali che non raggiungiamo e deleghiamo in loro.
dobbiamo guardare e vedere.
dobbiamo imparare a guardare e vedere.
perchè solo guardando e vedendo, potremo capire.

Martedì, 01 Settembre 2015 17:18

Il magazzino delle idee confuse

Nel magazzino delle idee confuse hai perso la direzione.
Ti muovi lentamente al buio tra uno scaffale e l'altro.
La F non segue più la E. La M precede la Z.
La polvere oscura ancora di più le etichette negli archivi.
Dove sarà finito quello... quello importante... quello che...
Chili di scartoffie accumulate negli anni inondano la tua vista
Chili di scartoffie altrui affossano il tuo archivio importante
Chili di scartoggie appesantiscono la tua ricerca
Buttale via! Cerca il tuo archivio d'oro!
Quello dov'è scritto chi sei.
Quello con le autentiche foto di te.
Quello dove nessuno ha scarabocchiato.
Trova lì dentro il tuo nome e il tuo volto.

Lunedì, 24 Agosto 2015 21:49

Il tempo - 2

il tempo snocciolato dai semi d'anguria sputati
il tempo scandito dal penettone coi canditi
il tempo sbriciolato dai conigli pasquali amputati

il tempo inciampa nelle festività
il tempo assaggia la felicità
il tempo sfugge la felicità

ho assoldato il tempo per uccidere i nemici
ho invocato il tempo per ridarmi gli amici
ho spaccato il tempo per non vederli abulici

senza tempo siedo su un fiume che va lento
senza tempo aspetto di non avere più tempo
senza tempo mi ammazzo con questo sopimento

Lunedì, 24 Agosto 2015 00:12

Uomo e scimmia

Anche quel giorno Andy tornando a casa, diede un'occhiata al mondo da dietro i vetri del suo trasporto.
Da un lato un padre strattonava un bambino urlante mentre la madre lo riempiva di caramelle per farlo smettere.
Da un altro lato un gruppo di giovanetti massacrava di insulti uno più piccolo di loro. Al primo semaforo uno scooter aveva lisciato violentemente un pedone mentre il pedone inveiva contro tutti i suoi parenti prossimi. Passando davanti a un bar, un vecchino, con lo sguardo acquatico, infrangeva la sua pensione in una leva e frutti colorati cercando di ricordare quando era stato mai felice. Oltre quella siepe non vide alcun infinito, ma solo un signore che scappava via con il suo cane senza raccoglierne la cacca lì abbandonata.
Mille furono i pensieri di Andy... ma uno si soffermò più a lungo su Amy. Quel giorno aveva trovato un bellissimo regalo da portarle. Ancora qualche km e l'avrebbe rivista e abbracciata. Ancora un veloce sguardo al mondo per rattristarsi un altro po' prima di giungere. E poi lì... la vide da lontano con quell'inconfondibile ciuffo spettinato, i denti che sporgevano in un enorme sorriso, le gambe un po' curve pronte allo slancio e quelle braccia infinite aperte nell'abbraccio che stava aspettando. Arrivò l'abbraccio e poi quel piccolo regalo per lei... un tappo di sugherò di champagne trovato nel laboratorio del suo amico umano. E fu subito uno digrignare di denti di entrambi dentro una fragorosa risata. Felici di essere ancora insieme. Felici di non essere come quegli umani visti lì fuori.

Mercoledì, 19 Agosto 2015 00:25

La donna cannone

La donna cannone è la gabbia dentro cui ci intrappoliamo.
Una donna con un peso immenso che non dovrebbe volare.
Ma l'ambizione del volo è più forte e vince lo scetticismo di tutti "i maligni e i superbi" per farci "scintillare".

Siamo incastrati nel peso della donna cannone...
Ma un giorno "butteremo questo cuore" davanti ai nostri sogni: "tra le stelle un giorno giuro che lo farò".
Perchè non possiamo rinnegare noi stessi nella nostra grandezza e sarà in quel momento che "il pubblico pagante lo sottolinerà" con un "applauso". Lo stesso pubblico "pagante" che non ci credeva finchè non l'ha visto.

E sarà bello ritrovare se stessi per qualunque cosa siamo "e non avrò paura se non sarò bella come dici tu" perchè "voleremo in cielo in carne e ossa": in corpo e animo... il nostro... "e con le mani amore per le mani ti prenderò" accompagnandoci in questo meraviglioso viaggio che è la vita.

Anche se un giorno non ci saremo più perchè la nostra esistenza "tutta sola verso un cielo nero s'incamminò", non saremo passati invano con il nostro volo anche se "Il pubblico pagante" degno della sua mediocrità "giurarono e spergiurarono che non erano mai stati lì"

"Tutti chiuserò gli occhi" perchè è più facile non vedere e fingere che non sia mai esistita una donna cannone in grado di volare nel cielo oltre le ste

Video collegato

Giovedì, 06 Agosto 2015 11:54

So che sei tosta

So che sei tosta. Che non sopporti le prevaricazioni.
Che non sai stare zitta in un angolo a sopportare.
Che prima o poi la goccia fa traboccare il vaso.
Ci saresti arrivata, magari dopo, ma ci saresti arrivata.
E probabilmente qualcuno si sarebbe fatto più male.


Massimo C.

Lunedì, 03 Agosto 2015 14:07

La vera storia della CICALA e della FORMICA

La cicala morì di stenti alla fine dell'estate assieme alle altre cicale ricordando il caldo, il sole, il profumo delle foglie e dei frutti sugli alberi.
La formica morì alla fine dell'estate schiacciata da una nike che correva nel parco. L'ombra della scarpa non le fece vedere il sole nemmeno in quell'ultima occasione.

Martedì, 21 Luglio 2015 13:04

La raccolta dei bollini

La signora triste viveva la vita come una raccolta punti piena di bollini da sventolare al mondo. La signora triste morirà con la scheda piena di bollini e la vita vuota di significato.

Lunedì, 13 Luglio 2015 14:22

Rughe

Tempo che passi solitario, ti dono le mie rughe: fanne un origami di bei ricordi.

Giovedì, 02 Luglio 2015 11:07

Scrivo

Mischio dolore, gioia e malinconia
in mille parole imparate chissà dove e chissà quando

Mischio suoni, colori, sapori e odori
in quelle figure retoriche imparate sui banchi scorticati

Mischio la vita, i sogni e le ambizioni
in versi tumultuosi che solo il mio cuore sa dove conserva

Lunedì, 29 Giugno 2015 21:57

Le monete

conto le monete anche stasera
oggi niente banconote, solo monete
le monete sono le mie migliori amiche
anche oggi ho parlato con millemila persone
ho parlato alle signore anziane, ai bambini e ai cani
ho raccontato loro storie, aneddoti, curiosità
mi hanno sorriso bambini, donne e cani
ai cani ho elargito abbondanti carezze
ai padroni ho dispensato consigli
ai bambini... qualche storia strana

conto le monete anche stasera
sono spicciolate dentro al piatto
qualcuna deve essere caduta fuori
qualche cane ha provato a farci pipì
non importa: le monete restano monete
quelle piccole pesano poco, ma pesano
quelle grandi brillano sotto i miei occhi
tante monetine.. una moneta per ogni racconto
un racconto vale una moneta di sollievo
quante monete vale una vita, la mia?

conto le monete anche stasera
so che sono stato bravo anche oggi
una lotta contro il freddo e il vento
se c'è freddo si chiacchiera meno
nelle chiacchiere delle persone cerco conforto
con le chiacchiere mi guadagno il pane
chiacchiero per sollevare i sorrisi e le monete
tante monete per arrivare a quella pensione
tante monete per la cena e per un paio di scarpe
tante monete per un berretto di lana

conto le monete anche stasera
e conto i giorni a quella ambita pensione
sempre meno giorni a quel giorno
non mi vergogno di chiedere monete alla gente
chiedo monete e dò quel che so dare alla gente
oggi faceva fred......
che succede? è buio tutto di colpo
di colpo sento un colpo... è il mio corpo!
il pavimento è freddo? dovrebbe... sento caldo
è buio... le monete... quante sono le monete?

non conto più le monete
la vita mi ha preso ancora in giro
ma io non conto più le monete
passeggio dritto per la città
non conto più le monete
ora ho questo tozzo di pane raffermo in bocca
non mi lascia parlare più bene con la gente
ma io non conto più le monete
e le persone mi capiscono e mi parlano lo stesso
anche se non chiedo più monete.

Lunedì, 29 Giugno 2015 11:36

Non si ferma

Ti sei resa conto che a te non ti ferma niente...

Cristian Galeazzi

Sabato, 27 Giugno 2015 17:43

Caldo

calde le ruote
caldo il motore
caldo il mio cuore

Giovedì, 25 Giugno 2015 15:13

Occhi spenti

occhi spenti roteano lentamente nella vita degli altri
avidi di vita, la vita non gli basta, ma la vita non afferrano
occhi spenti sbirciano nella vita degli altri senza entrarci
spaventati dalla vita, la vita li allontana e la vita non la vogliono
occhi spenti si abbassano mestamente alla vita degli altri

Mercoledì, 10 Giugno 2015 10:21

Pieghe

tu vai e fai quello che ti ispira e non te ne frega un cassu che hai preso la patente ieri e che non sai piegare in curva
tu vai sul monte grappa in moto e vaffanculo

Francesca Pintèr

Lunedì, 01 Giugno 2015 12:34

Ho bisogno di passione

ho bisogno di PASSIONE
di un abbraccio che stritola le costole, il cuore e la milza in una morsa animale
di un bacio che dalle labbra arriva allo stomaco padssando per tutti i neuroni e li manda in tilt
di fare l'amore come se un domani non ci fosse perchè il domani è arrivato e non bisogna sprecarlo

le favole rosa le lascio alle principessine di 10 anni intente alle bambole
io sono le 50 sfumature di grigio, di rosso, di verde e di blu
grigio come i meandri più reconditi del cuore e del pensiero
rosso come il fuoco eterno che ti condanna ad amare per sempre
verde come il brillare feroce e accogliente dei miei occhi accesi
blu come il mare che con il suo fascino non lascia scampo all'emozione

sono l'amazzone della passione e del sentimento
sono la vichinga della determinazione e dell'impegno
sono l'aviatrice russa pronta a bombardare le tue abitudini

Lunedì, 18 Maggio 2015 18:08

La comare

la comare del quartiere spiava tutti e tutto
non passava minuto che non avesse qualcosa da ridire
non passava giorno che non avesse qualcuno di cui sparlare
non passava ora che non pensasse a qualcun altro che non fosse lei

la comare del quartiere viveva a quell'ultimo piano
per minuti scrutava dalla finestra quanto cresceva l'erba del vicino
per giorni indagava sulle coppiette di ragazzini che passavano
per ore si domandava cosa stessero facendo tutti gli altri

la comare del quartiere un giorno si ammalò e mori
ogni minuto qualcuno non se la ricorda
ogni giorno la vita va avanti lo stesso
ogni ora l'erba del vicino cresce rigogliosa

Lunedì, 18 Maggio 2015 17:58

Inutile

inutili sono le chiacchiere delle comari
inutili sono le questioni di principio
inutili sono i giorni noiosi
inutili sono le invidie
inutili sono le arrabbiature
inutili sono i passi standard
inutili sono i pensieri addormentati
inutili sono le paure immotivate
inutili sono i giochi di potere
inutili sono i giorni senza viaggio

Giovedì, 07 Maggio 2015 11:36

Lavoro e divertimento

Che poi con te non si capisce fino a che punto ti diverti come una pazza e fino a che punto lavori

Francesca Pintèr

Martedì, 28 Aprile 2015 19:28

Le cose belle

Nella vita ti possono succedere un sacco di cose.
Intendo anche quelle belle.
Basta lasciargli la porta aperta.
Se la tieni chiusa, non succederà mai niente.
Solo le cose brutte hanno la chiave per entrare lo stesso nella tua vita.

Lunedì, 27 Aprile 2015 16:20

Verità e illusione

"ho creduto a tutto quello che mi hanno detto per non vedere la verità..."
"non ho mai creduto a niente di quello che mi dicevano per non illudermi..."
"ho visto la verità e non le ho creduto"
"non ho visto la verità, ma sapevo qual era"

Venerdì, 24 Aprile 2015 18:34

A bordo di un cavallo

A bordo di un fiero cavallo bianco per superare la tristezza
quando la tristezza ha la forma di un giocattolo in vetrina.

A bordo di un possente cavallo bianco per affrontare i nemici
quando i nemici sono fastidiosi compagni di scuola petulanti.

A bordo di un fastoso cavallo bianco bardato di oro
per sognare il futuro e mille gesta ardimentose ed eroiche.

"Venghino siori, venghino, altro giro altra corsa..."
La giostra si ferma e il cavallo si irrigidisce impassibile.
Scorrono davanti ai tuoi occhi le gesta di una vita da fare.
Ti volti nostalgica e sai che quel cavallo in fondo sei tu.

Martedì, 14 Aprile 2015 23:48

Suzanne

Suzanne sognava il principe azzurro, ma trovò l'orco in fondo al bosco.
Suzanne ancorò un ranocchio che non seppe trasformare in principe con un bacio.
Suzanne cucinò il ranocchio e ne fece polpette perchè non era una principessa.
Suzanne morì da sola nella ferocia del suo odio per il mondo, perchè in fondo al bosco aveva trovato l'orco.
Ma l'orco era solo una prova della vita. Che lei decise di non sconfiggere.

Martedì, 31 Marzo 2015 19:13

Aspettando la pensione

"Sto aspettando la pensione" disse lui
"Per cosa?" chiese l'altro
"Per confermare che sono infelice"

Lunedì, 30 Marzo 2015 23:45

Le vere Principesse

Le vere Principesse
cambiano l'olio al motore della carrozza e danno la biada ai cavalli.
Le vere Principesse
danno la sveglia al principe azzurro che si è perso nel bosco
Le vere Principesse
ruttano dopo la birra, ma sanno amarti come nessun'altra

Lunedì, 30 Marzo 2015 22:12

Al Prof. Pagano

Passi lenti e tranquilli da scuola verso le proprie case
Passi piccoli e sereni inciampavano in grandi insegnamenti
Gambe forti ascoltavano con attenzioni le gambe stanche
Gambe stanche spiegavano il percorso alle gambe forti
Un passo per imparare il rispetto
Un passo per imparare l'umiltà
Un passo per imparare la determinazione
Un passo per imparare il pensiero
Un passo dopo l'altro per imparare di essere Uomini

Lunedì, 30 Marzo 2015 21:45

Torna primavera

Torna, primavera, a illuminarci gli sguardi addormentati.
Riempi, primavera, di entusiasmo gli animi stanchi.
Scalda, primavera, i cuori infreddoliti dall'inverno.

Lunedì, 23 Marzo 2015 19:03

Staffetta

La staffetta non si fa da soli.
Purtroppo l'ultimo non può partire finchè tutti non hanno fatto il proprio pezzo.

Lunedì, 23 Marzo 2015 16:46

Il callo sul cuore

Ho un callo sul cuore
che non fa più rumore
da dentro mi guarda
e pace non azzarda

Ho un callo sul cuore
che batte sul dolore
insiste silenzioso
al vivere increscioso

Ho un callo sul cuore
che ogni giorno muore
e non mi dà la pace
nè un'anima audace

Domenica, 22 Marzo 2015 13:36

Parlare parlare parlare

Parlare parlare parlare
per capirsi e per non capirsi
per arrabbiarsi o per amarsi

parlare parlare parlare
per sentire le emozioni e i silenzi
per scoprire gli errori e gli inganni

parlare parlare parlare
perchè nel silenzio martellante
sono morti tutti i nostri giorni

Giovedì, 19 Marzo 2015 12:34

Festa del papà

Scontrati e incornati fino allo spasimo, fino alla follia, fino allo stremo delle forze.
Dicono perchè abbiamo lo stesso carattere, perchè siamo due tremendi scassaminchia.
Perchè a nessuno dei due piace perdere e perchè entrambi sappiamo di avere ragione.

Grazie che non hai mai creduto in me così ho avuto la possibilità di dimostrarti che ti sbagliavi.
Grazie di non aver assecondato i miei "capricci" perchè conquistarsi le cose da soli dà più soddisfazione.
Grazie avermi preso in giro fino al pianto perchè oggi non piango più e sogghigno tra i denti della meschinità umana.
Grazie per avermi fatto sentire un'appendice familiare così da ringraziare oggi chi mi fa sentire importante.
Grazie per essere stato maschilista, così ho potuto affermare ad alta voce la mia forza di Donna talentuosa.
Grazie perchè non hai avuto l'hobby dei figli e non ci hai riversato le aspettative della tua vita.
Grazie perchè discutere con te è stata la cosa più faticosa del mondo, ma l'abilità dialettica l'ho imparata lì... ora non mi batti più!
Grazie perchè a furia di avere paura di te ho imparato a non avere più paura delle persone.

Grazie per quella volta che da piccola l'altalena mi ha schiacciato un piede... 

e siamo volati in infermeria avvolti dal mantello di superman.
Grazie per quella volta che stavo volando con la macchina già da un fosso...
e mi hai detto solo "puoi tirarla su da sola la tua macchina" e io l'ho fatto.
Grazie perchè non ti è sembrato strano che andassi a fare il liceo classico in una casa di ragionieri...
ed è stata tra le migliori cose che potessi fare per me.
Grazie per quella volta che siamo andati dai carabinieri...
perchè avevo bisogno di qualcuno che mi ci accompagnasse.

Grazie per quella volta che mi hai detto che gli animali si rispettano, che non si lanciano sassi contro le persone, che le farfalle non vanno prese in mano sennò non volano più, che alle lucertole non si taglia la coda per divertirsi, che è pericoloso sparare i botti a capodanno anche se vivi in campania.
Grazie che mi hai insegnato che quello che fa la massa non deve avere niente a che fare con me.
Grazie perchè non hai sottomesso la tua vita per viziare i figli perchè non me lo sarei perdonato.
Grazie che mi hai dato la paghetta solo dopo aver fatto un lavoretto.
Grazie che non mi hai mai trattato da figlia-principessa perchè oggi sarei una cretina qualunque.
Grazie perchè volente o nolente mi hai dato la forza di un'amazzone.
E non ho più paura di te. E so che ho fatto quello che volevo con le mie forze.

Incazzosa e determinata come anche tu sai essere.
Grazie perchè il mestiere di "genitore" non è proprio un tuo talento.
Ma nonostante ciò, per una formula magica a me sconosciuta, hai creato una forza della natura.

Giovedì, 12 Marzo 2015 14:13

Le bugie sono sempre bugie?

Le bugie ti nascondono la verità, ma te la rivelano con gli occhi puri del cuore.
Le bugie tremano di sfacciataggine e non lasciano pensare alla verità.
Le bugie ti coprono con la coperta della paura e ti scoprono di scatto nel gelo della notte.

Le bugie a fin di bene.
Le bugie a fin di male.

Le bugie che non sai raccontare.
Le bugie che racconti mangiandoti il fegato.

Le bugie di chi vive di illusioni.
Le bugie di chi vive di sensi di colpa.

Sono sempre bugie e sono le cose più vere che puoi avere.

Venerdì, 06 Marzo 2015 17:15

Parlantina

Tu parli pure con i sassi!

Francesca Pintèr

Giovedì, 05 Marzo 2015 01:16

la ESSE dell'Uomo Oggetto

L'uomo oggetto non chiedeva per se, ma faceva per gli altri.
Dell'uomo oggetto si conoscevano poche cose: accenni di pensieri, sbuffi infastiditi, colori arrugginiti.
L'uomo oggetto era stato privato della sua soggettività e lasciava che gli altri lo adoperassero dietro i verbi più disparati: prendi, paga, fai... Una serie di comandi e richieste a cui l'uomo oggetto non sapeva sottrarsi.
Nella sua patente sociale avevano scritto che sarebbe stato usato come "strumento" per gli altri: bancomat, spalla su cui piangere, capro espiatorio, donatore di seme, idraulico, falegname, maggiordomo, autista, ometto di compagnia per i capricci degli altri.
L'uomo oggetto era pieno di "azioni" che nascondeva sotto il cuscino lontano dagli sguardi indiscreti.
La sera l'uomo oggetto intinge due dita nella cenere del suo fumo e si disegna una S sul petto: l'uomo oggetto diventa l'uomo S-oggetto e sceglie musica, letture, film e amici. Resta solo in pace con se stesso. Finalmente Soggetto della sua vita.

Lunedì, 02 Marzo 2015 21:58

Amico mio che soffri

Amico mio che soffri come e più di me
Amico mio che nel futuro non vedi più futuro
Amico mio che rassegnato prosegui una vita non tua

Sento il tuo dolore arrivare fino dentro di me
Sento la tua rassegnazione scavare nella pietra
Sento la malinconia ingabbiarti nei sensi di colpa

Uccidi, per favore, i sensi di colpa
Apri, ti prego, gli occhi sulle emozioni
Spalanca, per piacere, le braccia alla vita

Urla quel nome che ti attanaglia lo stomaco
Sbraita con forza la tua arrabbiatura
Sommessamente invita a lasciarti vivere

Lunedì, 02 Marzo 2015 14:37

Vite illusorie

Il modo migliore per per vivere una vita da favola (o da romanzo d'avventura) è avere la consapevolezza che non è una favola ma uno perenne sforzo al miglioramento e ai traguardi successivi.

Giovedì, 26 Febbraio 2015 18:07

Gli anni

se gli anni pesano
tu alleggeriscili
se la vita ti dileggia
alzale il medio

se gli anni corrono
frena con forza
se gli anni sfuggono
inseguili veloce

se gli anni pretendono
tu accontentali
se gli anni ti annoiano
inventaci un gioco

se gli anni ti sfidano
cerca il poker d'assi
se gli anni cambiano le cose
cambiale tu in meglio

gli anni li conta la testa
gli anni contano se li pesi
non contare gli anni
pesa solo la vita

gli anni accettano le sfide
gli anni ti cambiano
gli anni vanno cambiati
gli anni sono solo anni

Martedì, 24 Febbraio 2015 18:48

Essere se stessi

è una droga essere se stessi
quando ti sei assaggiato, non puoi più fare a meno di te stesso
ti manca l'aria ogni volta che non sei te stesso

Martedì, 24 Febbraio 2015 18:40

Il cane che sorride

ho un cane che sorride alle persone
ti vede e ti schianta al suolo di leccate e ampi movimenti di coda
ho un cane che si domanda perplesso perchè non lo stai ancora coccolando
i biscotti duri e saporiti gli piacciono da matti
ma più di tutti gli piacciono gli umani

ho un cane che sorride all'aria
corre come un pazzo nell'erba alta a zampe raccolte come un capretto in primavera
annusa gli odori e aguzza la vista in cerca di novità da esplorare
si ficca nei cespugli da una parte e ti fa la sorpresa uscendo dall'altra
guarda in cagnesco i cani grossi... che non gli venga in mente di avvicinarsi a me

ho un cane che sorride quando dorme
si acciambella sul letto accanto a me toccandomi con la schiena
prima di farlo viene a guardarmi negli occhi e si accerta che io stia bene
sogna spesso e corre nel sonno muovendo le zampe e a volte abbaiando
se ringhia non è un bel sogno... ma la mattina ci riempiamo di coccole!

Martedì, 24 Febbraio 2015 13:25

Il sorriso nella mente

... riesci a vestir in modo pari, le vesti da giullar o del peccato, del gabbiano o del perdente, ma sempre col sorriso nella mente!

Paolo Farci

Martedì, 24 Febbraio 2015 12:07

Mi guardi dentro

Quando leggo le tue storie mi sento come se mi tu guardassi dentro, come se tu tramite internet riuscissi a leggermi la mente, non hai questo potere vero?

Michele Dicembre

Si alzava tutte le mattina. Un piede dietro l'altro scendeva con fatica dal letto.
Restava qualche minuto a fissare le fughe delle mattonelle... in cerca della sua fuga.
Ma come per le mattonelle, anche per lei c'era sempre un muro a stroncare quella corsa verso l'infinito delle parallele annerite dal tempo.
Sentiva lo scricchiolio delle ossa stanche arrancare dietro a muscoli e tendini che cercavano di portarla in piedi.
Primo tentativo. A vuoto. Secondo tentativo. Quasi. Sbuffo. Fastidio. E tre... su! Traballante in una schiena incurvata e pesante sotto il peso del peso, degli anni, della tristezza. Cosa pesa di più? Non c'è tempo per chiederselo. Non c'è tempo per domandarsi come sia successo. Togliere il pensiero del pensiero è il primo pensiero!
I piedi infilati nelle ciabatte strisciano verso i primi compiti della giornata.
Primo compito. Via un pensiero.
Secondo compito. Via un altro pensiero.
Uno dopo l'altro uccideva i pensieri nei suoi compiti quotidiani.
Li annientava meticolosamente affinchè non riaffiorassero a tradimento durante la giornata.
Ma mentre annientava i pensieri, i pensieri crescevano più forti scorrendo veloci e subdoli sotto la pelle.
Pensieri invisibili vestiti di rancore e insoddisfazione si diramavano per il corpo intaccando le cellule e lasciandole ferite e sanguinanti. Cellule in agonia che contagiavano altre cellule. Cellule su cellule, aveva corrotto il suo corpo con i pensieri invisibili a cui non aveva mai dato voce. Una voce soffocata per anni che non ha più potuto dire "salvami da te stessa!".

Venerdì, 20 Febbraio 2015 17:45

Paura della vita

Avere seriamente paura della vita è l'unico modo per non temerla!

Giovedì, 19 Febbraio 2015 23:10

Il gelato del bambino indeciso

Il bambino indeciso si presentò alla gelataia con un sorriso a 32 denti.
Da un orecchio all'altro il suo sorriso già diceva tutto.
"che gusto?" interrogò con precisione quella signora dallo sguardo materno
"pistacchio.. no... fragola e panna... no... menta e cioccolato... anzi... croccantino e zabaione..."
La gelataia non mosse un dito a quella mitragliata di gusti.
"Quindi quale vuoi?" indagò di nuovo con un cipiglio di sospetto.
"TUTTI!!!"
"Ma sono 24 gusti...." lei sottolineò ancora con affetto.
"LI VOGLIO TUTTI!!"
"Ma ti verrà mal di pancia..." spazientendosi la gelataia.
"Non è vero! Li mangio tutti e non avrò mal di pancia!"
La gelatai non aggiunse altro.
Si chinò a prendere dal sottobanco una scodella enorme e iniziò a riempirla un gusto dopo l'altro.

Devo dirvi cosa successe al bambino?
No. Non credo.

MORALE?
Fatevela da soli che non siete più bambini indecisi... vero? :-)

analisi del testo della canzone "Io sono una finestra" di Grazia Di Michele cantata con Maurizio Coruzzi

Video collegato

Venerdì, 13 Febbraio 2015 14:36

Quasi 14

Terza media.
"PROFESSOREEEEEEEEESSAAAA!!! Orefice ha scritto una poesia!"
"Come?"
"Non è vero... non ho scritto niente..."
"No no... l'ho letta... l'ha scritta su quel foglio!"
"Fammela leggere..."
"No..."
"Dai... vieni... fammela leggere...."
"Nu..." cominciando ad assumere un colorito paonazzo
"Dai... cosa vuoi che sia mai... in fondo quanti anni hai? 11? 12?"
"Quasi 14!"
"Dai... fammela vedere..."
Un passo tremante coraggioso di sfida portò il foglio alla cattedra.
Gli occhi appoggiati su un naso su cui appoggiavano gli occhiali stretti iniziarono la lettura.
Tutta. Fino in fondo. Fino all'ultima parola. Fino all'ultima rima.
Gli occhi appoggiati sul naso spostarono gli occhiali.
Quegli occhi pronti a sottolinearti ogni accento perso, ogni doppia di troppo, ogni virgola fuori posto... e che, in mancanza di errori di ortografia, avrebbe corretto il tuo modo di allacciarti le scarpe, quella volta non mi corresse nulla.
"Adesso ho capito perchè hai detto 'quasi 14'" furono le uniche parole.

A suo tempo ci restai male. Speravo in un qualunque commento. Anche con corredo abbondante di correzioni.
Ma volevo qualcosa e quel "silenzio" mi lasciò l'amaro in bocca.
Oggi, 24 anni dopo, mi domando cosa avesse visto in quella mia poesia da "quasi 14enne".

Venerdì, 13 Febbraio 2015 12:10

Macchina perpetua di positività

Un po' ti vedo così, Emi: una macchina perpetua di positivà

Luca Canale

Venerdì, 13 Febbraio 2015 12:04

Non fai paura

Non fai paura, sei una delle poche persone che non porta la maschera

Paolo Farci

Venerdì, 13 Febbraio 2015 11:54

Stimoli, errori, sfide, competizioni

senza STIMOLI non c'è stimolo
senza ERRORE non c'è ricerca del miglioramento
senza SFIDA non c'è competizione
senza COMPETIZIONE non c'è vittoria

PS
la vittoria è soggettive

Giovedì, 12 Febbraio 2015 01:16

Talento?

Un pensiero chiaro e profondo sa pescare le giuste parole e infilarle una dietro l'altra come un perfetto domino che lascia nell'ultimo tassello un punto di imbarazzante esaustività.

Domenica, 08 Febbraio 2015 23:54

Il bambino che non sapeva dire "ti voglio bene"

Il bambino che non sapeva dire "ti voglio bene" era stato innaffiato fin da piccolissimo con affetto a secchiate capienti.
Veniva bombardato di baci, carezze, abbracci. Uno stritolio perenne d'amore falsificato dalle concrete manifestazioni.

Il bambino che non sapeva dire "ti voglio bene", un giorno disse "basta" alle guance strizzate, agli abbracci e alle sdolcinatezze.
Il bambino che non sapeva dire "ti voglio bene" decise che decideva lui quando darlo e quando dirlo.
Decise che non voleva più essere voluto bene.
Che non voleva baci e abbracci.
Che non voleva che nessuno gli dicesse quanto gli voleva bene.
Nè voleva dirlo lui.

Decise che non gli piacevano i regali di compleanno.
Decise che non c'era niente da amare e festeggiare per lui.
Decise che non voleva essere voluto bene.

Il bambino che non sapeva dire "ti voglio bene" aveva bisogno di essere amato per quello che era.
Un bambino riservato e serio che non dispensava affetto a comando.
Il bambino che non sapeva dire "ti voglio bene" era stato affogato in un sentimentalismo che gli oscurava i sentimenti.
Il bambino che non sapeva dire "ti voglio bene" un giorno tornerà a dirlo. Quando il sentimentalismo darà spazio al sentimento.

Domenica, 08 Febbraio 2015 23:25

Orefice

Ora capisco: un Orefice ti fece, e tra i metalli scelse il più prezioso, il più nobile; quello che brilla senza mai ossidarsi! E con esso forgiò il tuo grande nobile Cuore! In questo piccolo grande Cuore, trovi il modo di "ospitare" tutti e nutrirli d'un sentimento che toglie il fiato ma fa brillare gli occhi!

Paolo Farci

Domenica, 08 Febbraio 2015 23:11

100 anni concentrati

Le tue parole mi fanno riflettere tanto ....
Hai cent'anni concentrati nei tuoi giovani passi...

Paolo Farci

Mercoledì, 04 Febbraio 2015 23:01

Cara Emilia

Cara Emilia,
ti voglio bene, sai? Non te l'ho davvero mai detto, ma te ne voglio.
Non smetti mai di stupirmi! La tua irruenza e la tua saggezza sono una contraddizione speciale. A volte non si sa come tenerti a freno... a volte sei inchiodata nelle tue idee che tentare di spostarti è una fatica ercolina. Eppure vai avanti! Sempre e comunque. Hai imparato a non andare di fretta per non fare "gattini ciechi". Quanta fatica per impararla. Quanto ancora devi sforzarti per calmare la tua voglia di "tutto e subito". Ma sulle spalle, sulle braccia, i polsi, le cosce.. quanti segni... quanti tagli... quante cicatrici... quanto ci hai digrignato i denti e poi pianto e poi ancora digrignato i denti su quelle ferite... su quei tagli... su quelle copiose gocce rosse....

Cara Emilia,
ti voglio un mondo di bene. Perchè sei l'unica a non avermi mai deluso o amareggiato. Perchè sei quella che mi è stata più vicino anche nei momenti più neri del nero. Quello dove il nero non è un colore, ma la disperazione dell'anima. Mi spaventi in quei momenti perchè la stessa gioia di vivere che hai... si trasforma in un bazooka di auto-distruzione. Lì ho paura e vorrei abbracciarti per dirti di non aver paura. Perchè il nero prima o poi si schiarisce... Ma tu non ascolti in quei momenti. Non ti si prende più. Punti il nero come obiettivo. Ma lo sai, dentro di te, che quando avrai centrato quel nero obiettivo, lo spaccherai per tornare alla luce.

Cara Emilia,
ti ho visto sai? Ti ho visto piangere lacrime senza forza nelle braccia. Lacrime di ferocia tra i denti. Lacrime di gioia che si contraggono in smorfia per un sorriso riconquistato. Ti ho visto cadere, strisciare, affondare gli occhi nel fango, puntare i piedi e i pugni, rialzarti sui gomiti, sulle ginocchia, lasciando scivolare gocce di terra dal viso e dai capelli.Ti ho visto piangere e ridere con gli occhi di chi sa che ha la forza di rimettersi in piedi.

Cara Emilia,
unisci i tuoi puntini. Non hai idea del disegno che ne verrà fuori. Tante cose prendono senso e tante ancora non ce l'hanno. Ma tu uniscili fino alla fine. Tanto lo so che lo sai. Quel disegno, alla fine della fine dei puntini daranno un disegno di meraviglia per chi ti ha visto, per chi sentirà i tuoi racconti, per chi sentirà i racconti di te.

Cara Emilia,
non avrei potuto desiderare una persona più tosta con cui confrontarmi tutti i giorni della mia vita.
Grazie che sei ancora qui.

Mercoledì, 28 Gennaio 2015 23:58

Il bambino che giocava da solo

Il bambino che giocava da solo impilava meticoloso i suoi mattoncini.Non aveva il tempo di guardare fuori dalla finestra, concentrato com'era. Li sceglieva con cura e poi li ordinava per forma, per colore, per dimensione.Un lavoro certosino che non gli lasciava il tempo di guardare oltre i vetri.

Il bambino che giocava da solo sorrideva poco, ma nel suo cuore era un fuoco di passione.
Quando vedeva una perfetta pila di mattoncini rosso e blu, perfettamente allineata, la osservava soddisfatto. Ma non sorrideva. Appena uno sguardo compiaciuto per essere stato bravo. Riponeva poi i mattoncini nella scatola, sempre in perfetto ordine cromatico e dimensionale.

Il bambino che giocava da solo aveva paura. Aveva smesso di giocare con gli altri bambini perchè gli altri non lo avevano rispettato. Lo avevano snobbato e deriso per la sua meticolosità. Per la sua precisione. Per la sua innata voglia di ricerca dell'equilibrio perfetto. Un equilibrio capace di essere contenuta solo dalle grandi intelligenze.

Il bambino che giocava da solo temeva che qualcuno gli toccasse i mattoncini. Temeva che qualcuno gli potesse tirare addosso una palla. Temeva che qualcuno potesse invitarlo fuori per far volare un aquilone per il solo gusto di sfidare il vento. Aveva paura di essere ancora deriso e di dover deridere. Il bambino che giocava da solo non saprà mai che rumore fa un aquilone quando fende il vento.

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novità dal diario di una stalker...


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