Favole, racconti, poesie, aforismi

Nella mie spalle leggerai i dolori che mi hai dato

un giorno sono arrivata a pesare oltre 120 kg
avevo l'ipertensione alle stelle
nervo sciatico schiacciato dalle vertebre
non facevo più di 100 metri senza giungere all'insensibilità della gamba
non facevo più di 100 metri senza morire dal fiatone
per prima cosa mi sono costretta a dormire le ore che mi servivano
per seconda cosa sono andata dallo psichiatra
perchè non potevo curare nulla del corpo se prima non curavo la testa

stimo gli uomini che non temono la loro sensibilità
stimo gli uomini che abbracciano le donne

Una serena costanza è il miglior allenamento.
Il sorriso davanti agli inciampi è un ottimo cerotto.

Conterò nel melograno aspro dolori e gioie che mi spettano

datemi un'EMOZIONE e un OBIETTIVO e io vi SPACCHERO' il mondo!

Alfredo avrebbe potuto forse vivere altri 40 anni.
Ma da tempo sapeva che non sarebbe stato possibile.
Ha deciso di godersi tutto il bello, il buono e l'interessante che la vita gli proponeva ancora fiduciosa del suo succoso richiamo.
Alfredo, per molti aspetti, ha vissuto da malato la parte migliore della sua vita.

Facile fare i ribelli alternativi quando non c'è da affrontare la vita

Ho scoperto che quasi tutti noi, nella nostra vita, viviamo la tragedia dei parenti che non ci sono più.
Ecco. Ora il problema non è che ci dà fastidio che siano morti e non ci sono più fisicamente.
Il problema è che vogliamo farli tornare vivi nei modi più antipatici e patetici.

Capita spesso che questa strada di resuscitazione-parente-prossimo avvenga attraverso la preparazione dei piatti che avevano, per loro sorte e fortuna, l'abilità di eseguire in maniera eccelsa. Loro.

Alla veneranda mia età di 8 anni a mio padre venne il pallino micidiale di chiedere, per il giorno del Santo Natale, che mia madre preparasse gli Struffoli come faceva la sua di madre! Delizioso, mieloso e coloratissimo dolce natalizio tipo delle parti terroniche di cui sono originaria.

Un calvario! Un'agonia durata 10 anni! Ogni Natale mia madre si accingeva alla preparazione di uno dei dolci più “massacra-cucine” della storia. Litrate di olio si intrufolavano in ogni pertugio irragiungibile della cucina, dei fornelli, degli sportelli, delle fughe delle mattonelle...
Ma il cinico responso di mio mpadre è stato sempre il medesimo per anni “Buoni... ma non sono come quelli di mia madre...”

Quella povera donna di mia madre, rinomatamente abile e capace dietro ai fornelli, con modestia e umiltà interrogava e si interrogava... “più farina? più uova?”
Ovviamente nessuna risposta e solo tentativi su tentativi un anno dietro l'altro.
“Buoni... ma non sono come quelli di mia madre...”

I nostri sguardi restavano immutibilmente perplessi a sentire queste parole, mentre le dita appiccicose, intrise di miele, portavano alla bocca uno struffolo dietro l'altro con ingordigia e lussuria.

L'agonia si è protratta anche a “famiglia allargata” quando con zii e zii di zii ci trovavamo a fare tutti insieme il pranzo di Natale. Le dita appiccicose di miele erano aumentate, ma non c'era verso di capire cosa non andava negli struffoli di mia madre!
“Buoni... ma non sono come quelli di mia madre... i suoi erano più duri...”

Più duri... più farina? Più uova? Cosa li renderebbe più duri da chiamare, come con mia nonna faceva, il vicino di casa con il seghetto per farne fette?

Altro Natale, altra corsa, altri struffoli.
E ancora, davanti a tutti, mio padre sentenziò... “Buoni... ma non sono come quelli di mia madre...”

Fu in quel momento, di quell'ultimo anno degli struffoli morbidi della mia di madre, che proprio lei tirò uno sguardo bieco a mio padre, sbuffò solo un attimo prendendo nel contempo un bel respiro profondo e.... “Tua madre non sapeva cucinare!!!! Chissà che schifezza faceva!!!”

Le dita appiccicose restarono a metà corsa tra il piatto di portata e la bocca lussuriosa...
Ah... quindi non erano le uova... non era la farina... era solo incapacità che per mio padre, incapace di ammetterlo, si era trasformata in una inspiegabile dote divina.

MORALE
Non tutte le mamme sanno cucinare.

Scrivo bene per te

Se hai bisogno di scrivere qualunque tipo di documento, dalla lettera alla denuncia, dalla tesi di laurea alla storia della tua vita, ti invito a contattarmi mandandomi una email a oremy@oremy.it spiegandomi di cosa hai bisogno o scrivendomi via whatsapp (no telefonate) al 349 2540661.

Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

Se non sai come scriverlo, o vorresti scriverlo meglio: contattami e ti dirò come fare!

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