Favole, racconti, poesie, aforismi

Mischio dolore, gioia e malinconia
in mille parole imparate chissà dove e chissà quando

Torna, primavera, a illuminarci gli sguardi addormentati.
Riempi, primavera, di entusiasmo gli animi stanchi.
Scalda, primavera, i cuori infreddoliti dall'inverno.

il Tempo è tiranno
il Tempo è un inganno
il Tempo ti assale
il Tempo non vale

nel Tempo non ci vivi
nel Tempo sopravvivi
nel Tempo cerchi tempo
nel Tempo sprechi il tempo

Questa domenica ho visto una signora molto anziana... e molto acciaccata nel fisico... era accompagnata da una badante che, pazientemente, le sosteneva il braccio mentre lei, con uno sforzo sovrumano, avanzava di un centimetro alla volta, ben ricurva su se stessa, nella sua "folle corsa" contro la vecchiaia.

► OSSERVA SPERIMENTA IMPARA:
    IL TEOREMA DELL'IMBECILLE ◄

ASSIOMA
parlare con uno stupido non serve a niente

IPOTESI
data una persona intelligente e uno stupido fastidioso e petulante, lo stupido insisterà per dire la sua e avere ragione

TESI
l'intelligente farà credere allo stupido di avergli dato ragione

DIMOSTRAZIONE
Lo stupido sarà felice e l'intelligente potrà continuare a fare le cose da intelligente

 

cvd

La vecchia cattiva sbraitava ferocemente insulti e ordini da dietro la dentiera. Odiava il mondo e non perdeva alito per farne critica e rimproveri. La vecchia cattiva non amava e, forse, non era mai stata amata.
Non trovava colpe in se stessa, ma solo negli altri. Non trovava difetti in se stessa, ma solo negli altri.
Puntava il dito su tutti digrignando la dentiera assieme all'occhio stretto.
Lei sa, sapeva e ha sempre saputo come stare al mondo e ora cerca la sua vendetta contro tutti quelli che non l'hanno amata, capita, coccolata, vezzeggiata, adorata.
La vecchia cattiva reclamava vendetta ogni giorno della sua vita e nemmeno i peggiori mali ne fermavano l'acidità.
Un giorno la vecchia cattiva perse la dentiera.
La cercò per tutta la casa senza capire dove fosse finita.
Si ammainò su una poltroncina con lo sguardo basso e le labbra richiuse su se stesse senza più il grigno feroce dei suoi denti falsi.
I suoi mali iniziarono a fare più male; il suo cuore non riusciva più a funzionare; la sua bocca bruciava per tutte le medicine che prendeva; le forze di muscoli e ossa la stavano abbandonando.
E ora anche la dentiera scopriva la verità: il grigno aggressivo si era trasformato in un biascicare incerto tra verbi e aggettivi che non facevano la pace con la memoria e con gli scarsi studi.
La vecchia cattiva, senza i suoi denti finti, lasciava emergere la verità di una persona infelice, sola e frustrata, incapace di essere felice di essere viva e di aver avuto, fino a poco prima, dei denti finti che le conferivano un po' di dignità.
La vecchia cattiva è la miseria umana incapace di amarsi e di amare.
Di fare la pace con se stessa e con il mondo.

Terza media.
"PROFESSOREEEEEEEEESSAAAA!!! Orefice ha scritto una poesia!"
"Come?"
"Non è vero... non ho scritto niente..."
"No no... l'ho letta... l'ha scritta su quel foglio!"
"Fammela leggere..."
"No..."
"Dai... vieni... fammela leggere...."

La formica spese la vita senza cantare. Morì nel silenzio.

L'uomo oggetto non chiedeva per se, ma faceva per gli altri.
Dell'uomo oggetto si conoscevano poche cose: accenni di pensieri, sbuffi infastiditi, colori arrugginiti.
L'uomo oggetto era stato privato della sua soggettività e lasciava che gli altri lo adoperassero dietro i verbi più disparati: prendi, paga, fai... Una serie di comandi e richieste a cui l'uomo oggetto non sapeva sottrarsi.
Nella sua patente sociale avevano scritto che sarebbe stato usato come "strumento" per gli altri: bancomat, spalla su cui piangere, capro espiatorio, donatore di seme, idraulico, falegname, maggiordomo, autista, ometto di compagnia per i capricci degli altri.
L'uomo oggetto era pieno di "azioni" che nascondeva sotto il cuscino lontano dagli sguardi indiscreti.
La sera l'uomo oggetto intinge due dita nella cenere del suo fumo e si disegna una S sul petto: l'uomo oggetto diventa l'uomo S-oggetto e sceglie musica, letture, film e amici. Resta solo in pace con se stesso. Finalmente Soggetto della sua vita.

Scrivo bene per te

Se hai bisogno di scrivere qualunque tipo di documento, dalla lettera alla denuncia, dalla tesi di laurea alla storia della tua vita, ti invito a contattarmi mandandomi una email a oremy@oremy.it spiegandomi di cosa hai bisogno o scrivendomi via whatsapp (no telefonate) al 349 2540661.

Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

Se non sai come scriverlo, o vorresti scriverlo meglio: contattami e ti dirò come fare!

Newsletter

Riceverai i nuovi articoli direttamente nella tua email.
© 2020 oremy - non copiare nulla senza avermi prima chiesto il permesso! Ho un bravo avvocato e io sono peggio.