Il Maestro di Arti Marziali

Una mattina ti svegli con una necessità. Una necessità impellente. Una necessità che parla di scaricare le frustrazioni, le insoddisfazioni, i tormenti. Cerchi un modo per incanalare tutta quella energia che senti scorrerti dentro alimentata dai tuoi pensieri, dalla tua rabbia, dalla tua inquietudine interiore, dal tuo desiderio di essere e fare. Perché quello che fai e sei non ti basta più e cerchi quella via che possa essere percorsa per una evoluzione fisica, filosofica, morale e intima in cui ritrovare tutta la tua energia per meglio spenderla.

È con questo spirito che un giorno sono entrata in quella palestra di Arti Marziali.

Volevo trovare me stessa. A suo tempo non lo sapevo chiaramente, lo posso dire solo oggi a distanza di 4 anni: volevo solo trovare me stessa!

Quando entri in una palestra di arti marziali per la prima volta dopo veramente tanto tempo, però, non sai chi stai cercando e, spesso, capita di fare l'errore di cercare quel che sei nel maestro che hai davanti. Lui sa delle cose che tu vuoi apprendere. Lui conosce i misteri e le magie di quei movimenti capaci di abbattere ogni tipo di nemico. E di questo tu sei ampiamente affascinato.

In poche settimane quel “maestro” diventa il motivo per cui ti alleni ogni giorno. Non per lui, ma perché dalla sua conoscenza ti sembra di dipendere, come se nessun altro possa darti altrettanto. Lo segui per anni, elemosinando piccole informazioni ogni tanto e ripetendo ennemila volte gli stessi sbagli mai corretti, perché quell'uomo che chiami maestro, in realtà, non pensa a curare quella giovane pianta zuppa di potenzialità e di bramosia di apprendimento, ma pensa solo a curare la tua dipendenza dalla sua conoscenza e dalla sua figura. È questo il più grave problema che, dopo 4 anni, ho incontrato nella pratica delle arti marziali. Ho dedicato il mio corpo non più giovane e poco abituato alla fatica fisica; ho dedicato la mia intelligenza per supportarlo e difenderlo anche quando era indifendibile; ho finto di non vedere la sua evidente inferiorità tecnica e morale davanti agli altri maestri; ho sopportato paziente le frasi non sempre gradevoli rivolte alla mia persona. L'ho fatto per 4 anni cercando di continuare a imparare sempre il più possibile per quanto questa possibilità mi fosse concessa con il contagocce.

Quello che posso suggerire, sulla base della mia personale esperienza, a chi si approccia in un'arte marziale, è di non divinizzare il suo maestro. Mai. Per nessuno motivo. Nemmeno se lo meritasse. La grandezza, l'allievo artista marziale, la deve trovare solo dentro di sè, utilizzando il maestro come mezzo per portare luminosità nell'oscurità delle sue capacità fisiche e intellettive. Perché il “maestro” non è un dio, ma si deve fare strumento di luce per chi vuole vedere quella luce.

Troppo spesso i maestri lo dimenticano, o non lo hanno mai saputo. Il maestro non è una persona capace di praticare al meglio le arti marziali. Il maestro è colui che, sapendo le arti marziali, sa accendere il giusto interruttore infondendo fiducia, resistenza, costanza ed entusiasmo. È colui che della sua esperienza di vita, e non solo di artista marziale, sa rendere maestro di se stesso ogni singolo allievo.

Scrivo bene per te

Se hai bisogno di scrivere qualunque tipo di documento, dalla lettera alla denuncia, dalla tesi di laurea alla storia della tua vita, ti invito a contattarmi mandandomi una email a oremy@oremy.it spiegandomi di cosa hai bisogno o scrivendomi via whatsapp (no telefonate) al 349 2540661.

Emilia Orefice

emilia orefice

Mi chiamo Emilia Orefice, ho qualcosa in più di 40 anni, superati i quali si smette di contare.

Ho lavorato per moltissimi anni nella produzione di siti web, partendo dalla stesura di appositi testi adatti al web, fino alla loro realizzazione completa, in maniera autonoma come free lance.

Per questioni puramente personali, da quasi tre anni mi dedico all'assistenza degli anziani come collaboratrice familiare nelle loro case, occupandomi di loro e delle loro esigenze quotidiane.

Nel tempo che mi rimane aiuto i laureandi nella redazione della loro tesi di laurea.

Sono estremamente empatica, riflessiva e arguta, senza mancarmi per nulla la socievolezza.

Ho eccellenti capacità nell'analisi dei testi e nel problem solving.
Sono bravissima nella scrittura in tutte le sue varianti (informale, formale, aulica, burocratica...) e sono maniacalmente precisa quando redigo i miei testi e, ancora di più, quelli ufficiali.

Le attività che compio per hobby sono altrettanto numerose e variegate e vanno dalla classica lettura (da qualche anno soprattutto saggi di scienze sociologiche/psicologiche, et similia), alla fotografia amatoriale, fino all'attuale fortissimo interesse per la difesa personale attraverso l'arte marziale del wing chun per il quale sto studiando per diventare istruttore.

Sono stata sempre un leader in tutti i contesti a cui ho partecipato, ma so essere anche un eccellente braccio destro.

 

Se non sai come scriverlo, o vorresti scriverlo meglio: contattami e ti dirò come fare!

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