#oremylottapervoi

Diario di una Stalker


Lunedì, 01 Agosto 2016 17:56

Ho un trono di cartone

Ho un trono di cartone
da cui osservo immobile il mondo
Ho un trono di cartone
su cui conservare le mie idee
Ho un trono di cartone
per circondarmi di sudditi fasulli

Ho un castello di carte
dove gli amici non entrano da anni
Ho un castello di carte
da dove mio figlio scappa velce
Ho un castello di carte
dove nascondermi dal mondo

Ho una spada di plastica
con cui non so difendermi
Ho una spada di plastica
con cui non ho saputo difenderli
Ho una spada di plastica
e non serve a niente

Lunedì, 11 Luglio 2016 01:26

La donna dai progetti interrotti

La "donna dai progetti interrotti" aveva un lungo abito bianco dove nascondere se stessa, sfere di vetro per nascondere il dolore, case minuscole in cui sognava una vita felice.

La "donna dai progetti interrotti" milleuno ne aveva fatti da quando era una "bimba dai progetti infiniti": vivere la vita degli altri grandi di cui leggeva e vedeva nel paese.

La "donna dai progetti interrotti" progettava su se stessa le vite interessanti degli altri e non notava che le calzavano male e fuori misura nei fianchi, nelle maniche... vestiti non suoi in cui voleva entrare per forza.

La "donna dai progetti interrotti" interrompeva fidanzatini non adeguati alle sue aspettative, studi, gravidanze, lavori, passioni e felicità.

La "donna dai progetti interrotti" soccombeva sotto la sua necessità di progetti. Senza sapere che il progetto a cui avrebbe dovuto dedicarsi era "trovare se stessa".

La "donna dai progetti interrotti" non interromperò la catena di dolore. Quello sarà l'unico progetto non interrotto iniziato così tanto tempo prima.

Pubblicato in Pensieri profondi
Martedì, 21 Luglio 2015 13:04

La raccolta dei bollini

La signora triste viveva la vita come una raccolta punti piena di bollini da sventolare al mondo. La signora triste morirà con la scheda piena di bollini e la vita vuota di significato.

Pubblicato in Racconti
Lunedì, 18 Maggio 2015 18:08

La comare

la comare del quartiere spiava tutti e tutto
non passava minuto che non avesse qualcosa da ridire
non passava giorno che non avesse qualcuno di cui sparlare
non passava ora che non pensasse a qualcun altro che non fosse lei

la comare del quartiere viveva a quell'ultimo piano
per minuti scrutava dalla finestra quanto cresceva l'erba del vicino
per giorni indagava sulle coppiette di ragazzini che passavano
per ore si domandava cosa stessero facendo tutti gli altri

la comare del quartiere un giorno si ammalò e mori
ogni minuto qualcuno non se la ricorda
ogni giorno la vita va avanti lo stesso
ogni ora l'erba del vicino cresce rigogliosa

Pubblicato in Racconti
Lunedì, 18 Maggio 2015 17:58

Inutile

inutili sono le chiacchiere delle comari
inutili sono le questioni di principio
inutili sono i giorni noiosi
inutili sono le invidie
inutili sono le arrabbiature
inutili sono i passi standard
inutili sono i pensieri addormentati
inutili sono le paure immotivate
inutili sono i giochi di potere
inutili sono i giorni senza viaggio

Domenica, 22 Marzo 2015 13:36

Parlare parlare parlare

Parlare parlare parlare
per capirsi e per non capirsi
per arrabbiarsi o per amarsi

parlare parlare parlare
per sentire le emozioni e i silenzi
per scoprire gli errori e gli inganni

parlare parlare parlare
perchè nel silenzio martellante
sono morti tutti i nostri giorni

Giovedì, 12 Marzo 2015 14:13

Le bugie sono sempre bugie?

Le bugie ti nascondono la verità, ma te la rivelano con gli occhi puri del cuore.
Le bugie tremano di sfacciataggine e non lasciano pensare alla verità.
Le bugie ti coprono con la coperta della paura e ti scoprono di scatto nel gelo della notte.

Le bugie a fin di bene.
Le bugie a fin di male.

Le bugie che non sai raccontare.
Le bugie che racconti mangiandoti il fegato.

Le bugie di chi vive di illusioni.
Le bugie di chi vive di sensi di colpa.

Sono sempre bugie e sono le cose più vere che puoi avere.

Giovedì, 05 Marzo 2015 01:16

la ESSE dell'Uomo Oggetto

L'uomo oggetto non chiedeva per se, ma faceva per gli altri.
Dell'uomo oggetto si conoscevano poche cose: accenni di pensieri, sbuffi infastiditi, colori arrugginiti.
L'uomo oggetto era stato privato della sua soggettività e lasciava che gli altri lo adoperassero dietro i verbi più disparati: prendi, paga, fai... Una serie di comandi e richieste a cui l'uomo oggetto non sapeva sottrarsi.
Nella sua patente sociale avevano scritto che sarebbe stato usato come "strumento" per gli altri: bancomat, spalla su cui piangere, capro espiatorio, donatore di seme, idraulico, falegname, maggiordomo, autista, ometto di compagnia per i capricci degli altri.
L'uomo oggetto era pieno di "azioni" che nascondeva sotto il cuscino lontano dagli sguardi indiscreti.
La sera l'uomo oggetto intinge due dita nella cenere del suo fumo e si disegna una S sul petto: l'uomo oggetto diventa l'uomo S-oggetto e sceglie musica, letture, film e amici. Resta solo in pace con se stesso. Finalmente Soggetto della sua vita.

Pubblicato in Racconti

Si alzava tutte le mattina. Un piede dietro l'altro scendeva con fatica dal letto.
Restava qualche minuto a fissare le fughe delle mattonelle... in cerca della sua fuga.
Ma come per le mattonelle, anche per lei c'era sempre un muro a stroncare quella corsa verso l'infinito delle parallele annerite dal tempo.
Sentiva lo scricchiolio delle ossa stanche arrancare dietro a muscoli e tendini che cercavano di portarla in piedi.
Primo tentativo. A vuoto. Secondo tentativo. Quasi. Sbuffo. Fastidio. E tre... su! Traballante in una schiena incurvata e pesante sotto il peso del peso, degli anni, della tristezza. Cosa pesa di più? Non c'è tempo per chiederselo. Non c'è tempo per domandarsi come sia successo. Togliere il pensiero del pensiero è il primo pensiero!
I piedi infilati nelle ciabatte strisciano verso i primi compiti della giornata.
Primo compito. Via un pensiero.
Secondo compito. Via un altro pensiero.
Uno dopo l'altro uccideva i pensieri nei suoi compiti quotidiani.
Li annientava meticolosamente affinchè non riaffiorassero a tradimento durante la giornata.
Ma mentre annientava i pensieri, i pensieri crescevano più forti scorrendo veloci e subdoli sotto la pelle.
Pensieri invisibili vestiti di rancore e insoddisfazione si diramavano per il corpo intaccando le cellule e lasciandole ferite e sanguinanti. Cellule in agonia che contagiavano altre cellule. Cellule su cellule, aveva corrotto il suo corpo con i pensieri invisibili a cui non aveva mai dato voce. Una voce soffocata per anni che non ha più potuto dire "salvami da te stessa!".

Pubblicato in Racconti
Lunedì, 01 Dicembre 2014 16:35

Vendere l'anima

"chi sei?"
"il diavolo.."
"cosa vuoi da me..."
"il solito contratto..."
"no no..."
"come no? lo sappiamo che lo vuoi"
"e per cosa dovrei?"
"vuoi vendermi l'anima..."
"non è vero... non desidero nulla...
"hai un unico desiderio..."
"non desidero nulla per voler vendere l'anima.."
"vuoi venderla per non doverla guardare in faccia..."

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novità dal diario di una stalker...


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