#oremylottapervoi

Diario di una Stalker


Domenica, 24 Luglio 2016 14:37

La borsa coi pupazzi

 

La "Borsa coi Pupazzi" dalla vetrina mi raccontava di magie, streghe e maghi. Giocolieri ed equilibristi avvolti di colori e stelline impazzivano in quella borsa nella loro staticità.
Quella staticità mi affascinava e mi allontanava. La volevo e non la volevo. Quante monete per quei pupazzi sulla borsa sarebbero servite. Tante, tantissime... troppe per me. Sono mamma e moglie. Sono una brava mamma e una brava moglie. Troppe monete. Quante monete. Basta contare le monete! Non conto le monete e la borsa non mi piace. Tanto domani non varrà più niente.

Bugie che crescono nell'animo per anni e anni.
Quei pupazzi danzano nella mia testa ancora incessantemente.
Danzano leggiadri e hanno tante magie per me, tante meraviglie da regalarmi. Come faccio a vivere senza la "Borsa coi Pupazzi"?

Ma la "Borsa coi Pupazzi" è solo un capriccio: un simbolo vano di vanità. Qui tra le mie mani la "Borsa coi Pupazzi" ha solo statici disegni immobili con nessuna magia. Nessuna gioia. La mia vita non è cambiata tenendo in mano la "Borsa coi Pupazzi": non mi sta bene, è corta... l'ho già dovuta riparare.

Ho inseguito per 20 anni la "Borsa coi Pupazzi"... per scoprire che ero io il pupazzo in loro balia.

Pubblicato in Racconti
Lunedì, 11 Luglio 2016 01:26

La donna dai progetti interrotti

La "donna dai progetti interrotti" aveva un lungo abito bianco dove nascondere se stessa, sfere di vetro per nascondere il dolore, case minuscole in cui sognava una vita felice.

La "donna dai progetti interrotti" milleuno ne aveva fatti da quando era una "bimba dai progetti infiniti": vivere la vita degli altri grandi di cui leggeva e vedeva nel paese.

La "donna dai progetti interrotti" progettava su se stessa le vite interessanti degli altri e non notava che le calzavano male e fuori misura nei fianchi, nelle maniche... vestiti non suoi in cui voleva entrare per forza.

La "donna dai progetti interrotti" interrompeva fidanzatini non adeguati alle sue aspettative, studi, gravidanze, lavori, passioni e felicità.

La "donna dai progetti interrotti" soccombeva sotto la sua necessità di progetti. Senza sapere che il progetto a cui avrebbe dovuto dedicarsi era "trovare se stessa".

La "donna dai progetti interrotti" non interromperò la catena di dolore. Quello sarà l'unico progetto non interrotto iniziato così tanto tempo prima.

Pubblicato in Pensieri profondi
Giovedì, 03 Settembre 2015 13:52

Perchè so fare belle foto

►PERCHE' FACCIO BELLE FOTO?◄
perchè so che ogni prospettiva può essere interessante e avere il suo fascino
può stupirti
può darti gioia
può spiazzarti in un incanto di nuove linee
so che le persone quando non le guardi si manifestano, nel bene e nel male
lasciano trasparire i pensieri, le rughe, i ghigni
le persone sono il loro viso, le loro mani, i loro atteggiamenti, le loro posture
come mettono i piedi, i tic che hanno, come mangiano, i rumori che fanno incosapevolmente
se uno fa rumore quando mangia succhiando dita e pietanze, manifesterà sempre un'estrazione bassa per quanto possa atteggiarsi al contrario
come so vedere in un bruto quale Bruto l'eleganza del pensiero quando parla delle sue pipe, di come gli nascono dalle mani e dall'amore per loro
le mani e le rughe
guarda le mani e le rughe di una persona se vuoi capirle
guarda come le usano
guardane l'impaccio o la leggiadria
guarda come accarezzano le mani o come sorridono le rughe
come si muovono le dita sugli oggetti? come si approcciano gli occhi?
sono miopi? sbirciano da sotto o sopra gli occhiali?
sono stretti? guardano altrove? sono vuoti? sorridono? sono tristi?
guarda come veste una persona
quanta accortezza ci ha messo a vestirsi
che colori ha scelto. quali non sceglie mai.
quanto ha cura che i vestiti che ha scelto la valorizzino, difetti compresi
quando una persona non si cura del proprio aspetto, lancia un terribile e angosciante campanello d'allarme!
non si ama! se non si ama, non può amare!
guarda i risvolti di un pantalone, le stringhe delle scarpe, i bottoni della camicia? quanti aperti? quali aperti? tutti chiusi?
quali scarpe raccontano il cammino?
quali principi guidano il vestirsi? la leziosità? la praticità? il dovere di affascinare? il dovere di affascinarsi?
una persona che non si cura non ha deciso di dare più importanza ad altro di più "nobile". è solo morta dentro.
chi è morto dentro è sterile. anche se anela alla vita, se non si ama, non può amare e non può dare vita.
i fiori raccontano uno statico divenire inerme e succube della vita e dell'uomo.
sono "affascinanti" nel loro stare al mondo senza forza, senza vitalità, senza decisionismo
li odio per questo! hanno fatto della bellezza il loro unico punto di forza. ma si sono dimenticati di molto altro
gli alberi non muoverli
hanno un compito: guardarci e giudicarci!
parlano con i rami agitandoli in una gestualità da vecchio avvocato
tra le mille scartoffie scritte nelle loro foglie segnano tutto quello che hanno visto
si ricordano di te. di quando passavi bambino ammirandoli.
a quando hai smesso di guardarli per guardare solo la strada davanti a te.
alza gli occhi. torna a guardare il cielo. anela al cielo. non alla strada.
amo da matti fotografare il mare perchè è vivo!
perchè sa essere docile e rassicurante e all'improvviso impetuoso e pericoloso
violento, assassino. spazza via lo schifo oppure lo riporta a riva
ti riporta quello che gli hai dato perchè tu possa prenderne atto
ti ricorda che la forza del mare va amata, rispettata e mai sottovalutata
i tramonti sono incantevoli. spesso banalizzati.
non sono la fine del giorno. sono il preambolo per il giorno dopo.
illumina poche cose, il tramonto. lascia molto all'immaginazione.
per essere visti dal tramonto ci vuole forza d'animo.
il tramonto ti mostra in una sagoma, in un'ombra
da quell'ombra deve venire il meglio di te. anche se sei solo una conchiglia sulla spiaggia.
le città? sporche, vive, morte, desolate, affollate
le città siamo noi con le nostre pochezze
con i cestini dei rifiuti ricolmi di quello che non vogliamo, che abbiamo scartato
con i muri imbrattati dei nostri pensieri dai più infimi ai più elevati...
ma sempre con un impeto violento e faticoso di farsi disperatamente ascoltare
le panchine desolate raccolgono le fatiche dei passi e delle preoccupazioni
lanciano sguardi da acquario tra le persone aspettando una definitiva divinazione
un vecchio con il bastone accompagnato da uno un po' meno vecchio
un figlio accompagna a braccetto il padre
sa che presto toccherà anche a lui trovare un figlio compiacente
ci leghiamo alle persone disperatamente nella ricerca di un bastone
di una parola buona. dell'autostima che non abbiamo
cerchiamo di cancellare la paura avvinghiandoci all'altro
la paura non svanisce. resta. ma possiamo darne colpa ad altri.
se cadremo, sarà colpa di chi non ci ha sorretto
se il bastone si rompe, sarà colpa del bastone
se moriremo, sarà colpa di questo mondo bastardo
il cibo: il demonio del terzo millennio!
ci affascina, ci rende succubi, ci fa credere migliori perchè lo scegliamo migliore
ci fa dimenticare che non scegliamo di vivere noi al meglio
ci fa dimenticare che una sana alimentazione non ci salverà da una velenosa esistenza
lo guardo, lo fotografo, lo assaporo. nelle foto non lo vedo più come lo vedevo.
non mi affama, non si fa gustare... torna a essere un feticcio!
il feticcio che domina questa società nella sua mancanza o nella sua sovrabbondanza
ci fanno credere che lo scegliamo. ci lludono che gli diamo valore.
il cibo ci domina e ci rende succubi: ci vuota il cervello e ci riempie lo stomaco.
maiali addomesticati da masterchef.
la musica.. sai fotografare la musica?
guardala nell'espressione dei musicisti! cogli gli occhi chiusi, le guance gonfie, le dita contratte
la musica si vede!
e gli animali? corrono, saltano, strisciano, sporcano
sono animali. loro stessi. senza remore non hanno paura di sembrare altro
fotografarli non è sempre facile!
troppo veloci, troppo lontani, troppo piccoli, troppo irruenti
gli animali non si fermano, non li cambi. sono loro e così resteranno
non una copia di noi a forma di animali. noi siamo la degenerazione dell'animale-uomo
oggetti: manufatti umani, manufatti industriali
da soli sono soli. insieme compongono storie.
quali storie nei tuoi oggetti? come metti le foto in casa tua? quali foto scegli?
cosa scegli di collezionare? cosa scegli di mettere in soffitta e cosa di tenere in vista?
li ami gli oggetti? o ne hai soggezione? o gli attribuisci più valore del loro valore?
dimmi cosa collezioni e ti dirò chi sei!
dimmi come ti comporti con gli oggetti e ti dirò chi sei.
ama gli oggetti e abbi il coraggio di non affezionartici.
sono la proiezione di ideali che non raggiungiamo e deleghiamo in loro.
dobbiamo guardare e vedere.
dobbiamo imparare a guardare e vedere.
perchè solo guardando e vedendo, potremo capire.

Domenica, 04 Gennaio 2015 22:07

Istanti di grandezza

la grandezza della cose ti sfiora distrattamente
alleggerisce con un soffio un istante della tua vita
ti volti stordito incapace di cogliere quell'istante
bisogna allenarsi a far durare di più quell'istante

Pubblicato in Pensieri profondi

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