Dichiarare l'IA nella tesi: cosa chiedono davvero Unicusano, eCampus e Pegaso
Ogni settimana qualcuno mi fa la stessa domanda con parole diverse. "Ho usato ChatGPT per sistemare un capitolo, devo dirlo?" Di solito arriva a tre settimane dalla consegna, quando il panico si è già seduto sul divano e ha preso il telecomando.
Prima di rispondere ho fatto quello che dovrebbe fare chiunque: sono andata a leggere cosa dicono le tre telematiche da cui arriva la maggior parte di voi. Verifica fatta il 23 ottobre 2026.
La risposta breve
Nessuna delle tre ha pubblicato un modulo d'ateneo per dichiarare l'uso dell'intelligenza artificiale nella tesi.
Detta così sembra una buona notizia. In pratica sposta tutto sulle spalle del relatore, che decide caso per caso, e i controlli arrivano lo stesso. Senza una regola scritta, l'unica protezione che hai è quella che ti costruisci da solo.
eCampus
La pagina ufficiale della prova finale chiede una tesi elaborata in modo originale sotto la guida del relatore e rimanda ai regolamenti dei singoli corsi di studio. Cita anche l'ordine di servizio n. 8, quello sul plagio, e contiene un avviso che vale la pena leggere due volte: il software antiplagio Compilatio può segnalare percentuali sospette dovute all'intelligenza artificiale.
Tradotto: se il report esce strano, qualcuno ti chiederà spiegazioni. Meglio averle già scritte.
Unicusano
Qui non c'è un regolamento ma un articolo del blog d'ateneo, pubblicato a fine giugno 2026, che almeno fa capire l'aria che tira. L'IA viene considerata accettabile per cercare idee, per farsi chiarire un concetto, per abbozzare una prima scaletta da discutere col relatore e per la revisione linguistica. Una traduzione dell'abstract va bene se poi la rivedi a mano.
Farsi scrivere parti della tesi, invece, no. L'articolo insiste su un punto che io ripeto da mesi: le citazioni suggerite dall'IA vanno controllate una per una su cataloghi e banche dati, perché i modelli le inventano con una disinvoltura impressionante. E segnala che l'omessa dichiarazione diventa un problema quando il regolamento la richiede.
È un testo informativo, quindi non ti vincola. Però è scritto dall'ateneo, e ti dice cosa si aspettano di trovare.
Pegaso
Non ho trovato indicazioni pubbliche. Qui valgono solo il regolamento del tuo corso e quello che ti dice il relatore. Chiediglielo per iscritto, anche con una mail di due righe.
Perché dichiararlo anche se nessuno te lo chiede
Gli atenei tradizionali si stanno muovendo in fretta. Unimore ha pubblicato le sue linee guida in estate, Unicam ha emanato un decreto apposta per gli studenti, e altri stanno seguendo. Le telematiche arriveranno, e la tua tesi resta archiviata anche dopo la proclamazione.
C'è poi una questione pratica. Gli strumenti che cercano testo generato dall'IA sbagliano, e lo ammettono anche gli atenei: segnalano come sospette frasi scritte a mano da persone in carne e ossa. Se ti capita, una dichiarazione firmata prima della consegna è una difesa. La stessa dichiarazione scritta dopo la segnalazione sembra una scusa.
E in discussione la domanda "come ha lavorato a questa parte?" la fanno spesso. Chi ha già messo nero su bianco cosa ha fatto risponde in dieci secondi e passa oltre.
Cosa scrivere
Le indicazioni che circolano a livello nazionale, a partire dalle raccomandazioni della CRUI, chiedono più o meno sempre le stesse cose. Quale strumento hai usato e in che periodo. A cosa ti è servito: idee, revisione della lingua, traduzione, analisi dei dati. In quale parte della tesi, e quanto ha pesato rispetto al lavoro tuo. Per ultimo, la conferma che il relatore ne è stato informato.
Se ateneo e relatore non ti dicono dove metterla, la collocazione più accettata è l'appendice finale.
Se l'IA non l'hai usata, o quasi, basta una riga. Due formule da adattare:
Nella preparazione di questo elaborato non sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale generativa.
Per la revisione linguistica dei capitoli 2 e 3 è stato utilizzato ChatGPT (febbraio 2026). Ogni modifica proposta è stata valutata e accettata o respinta dall'autore. Il relatore ne è stato informato.
Il modello gratuito
Ho preparato un modello in Word pensato per chi si laurea in telematica. Dentro c'è il riassunto di quello che hai appena letto con le fonti, il modulo da compilare con la tabella degli strumenti e le caselle per i tipi di uso, le formule brevi e una lista di controlli da fare prima della consegna.
Lo compili, lo porti al relatore e ti presenti con una proposta invece che con una domanda. Ai relatori piace molto di più.
Scarica il modello di dichiarazione (.docx)
Il modello non sostituisce il regolamento del tuo corso. Se il relatore ti indica un formato diverso, vale il suo.
Prima di consegnare, apri la bibliografia
Una cosa per chiudere, perché è quella che vedo andare storta più spesso. Se in qualunque momento hai chiesto a un'IA di suggerirti fonti, controlla che ogni voce della bibliografia esista davvero: autore, titolo, anno, editore, pagine. Le citazioni inventate sono la prima cosa che i relatori ormai vanno a cercare, e sono anche la più facile da trovare.
Una dichiarazione perfetta con tre libri che non esistono in bibliografia resta una pessima tesi.